IL GRUPPO GIOVANILE SMOM DI GENOVA

FRA PASSATO E FUTURO

Relazione e testo dell' intervento di Alessandro Barca, consigliere del Gruppo Giovanile S.M.O.M di Genova, all'incontro nazionale di Pisa del 27 e 28 novembre 1999.


Relazione:

Sabato 27 e domenica 28 novembre u.s. si sono incontrati a Pisa, per l' annuale raduno nazionale, i Gruppi Giovanili dell'Ordine.

Il convegno, organizzato dal Gruppo Giovanile della Delegazione di Pisa, si è svolto nella Chiesa di San Domenico, alla presenza, oltre che del Delegato locale, M.se L. Quaratesi d'Achiardi, di alcuni dignitari e cappellani dell'Ordine.

Dopo il saluto del Delegato di Pisa, del Gran Commendatore del S.M.O.M. di Malta S.E. Fra' Ludwig Hoffmann von Rumerstein e del Gran Priore di Roma S.E. Franz von Lohstein, sono iniziate le relazioni dei Gruppi partecipanti. Per il Gran Priorato di Roma erano presenti le rappresentanze giovanili di Firenze, Macerata, Pisa e Roma; per il Gran Priorato di Lombardia e Venezia quelle di Bologna, Cagliari, Genova, Milano, Modena, Torino, Venezia e Verona; per il Gran Priorato di Napoli e Sicilia quelle di Napoli e Ragusa per un totale di cento giovani circa.

Per il Gruppo di Genova erano presenti Elisabetta Thellung, Alessandro Barca e Luca Aragone, i quali hanno esposto le attività fatte durante lo scorso anno: l'assistenza e le giornate con i Signori Ammalati, la partecipazione al Campo estivo in Austria, la collaborazione alle iniziative che si sono tenute alla Commenda di Pré, l'attività della Commissione Culturale, i ririri spirituali in preparazione del Natale e della Pasqua ed i pellegrinaggi a Lourdes e Loreto e Vicoforte.

A sera la Delegazione di Pisa ha offerto a tutti i partecipanti il pranzo a "Villa Poschi". I lavori sono ripresi domenica mattina, preceduti dalla celebrazione della Santa Messa, officiata da S.E. Mgr. A. Plotti, Arcivescovo di Pisa e Cappellano Gr. Cr. Conv. ad Honorem del Nostro Ordine.

Il convegno si è chiuso nel pomeriggio di domenica con la sottoscrizione, da parte di tutti i Gruppi, di una mozione rivolta agli Eccellentissimi Gran Priori affinché acconsentano alla costituzione di una commissione alla quale parteciperà un rappresentante per ogni Gruppo giovanile, al fine di coordinare le iniziative per il Giubileo e di preparare il convegno del prossimo anno.

Intervento:

"Bello trovarci oggi qui riuniti nello splendido contesto e scenario della città di Pisa, scambiare opinioni sulle attività che i gruppi giovanili di ogni Delegazione svolgono, discutere insieme del nostro futuro. Il nostro incontro assume poi particolare importanza se ci ricordiamo che proprio quest'anno ricorrono i nove secoli di storia del nostro Ordine. E proprio da quel lontano XI secolo che voglio partire per arrivare a tracciare un quadro e dare una giustificazione ed un senso al nostro agire quotidiano.

Ritengo infatti importante ricordare a tutti le nostre origini, per capire verso quale direzione ci stiamo muovendo.

Molto brevemente l'Ordine è nato in nome di una vocazione cristiana di assistenza e di diffusione della fede ed ha avuto nel corso di diversi secoli il singolare ruolo di scudo, per proteggere i pellegrini medievali in Terrasanta, e di spada contro gli infedeli musulmani. Intorno all'anno mille molti cristiani, per salvarsi l'anima, intrapresero pellegrinaggi verso i luoghi della cristianità.

All'epoca i pellegrini viaggiavano soltanto a piedi o, per i più fortunati, vi era l'aiuto dato dai cavalli: era quindi evidente l'esigenza di fare molte tappe e di trovare luoghi ove rifocillarsi. Lungo le strade dei pellegrini nascevano, dunque, gli ospitali che, gestiti dai religiosi, si dedicavano ad una delle virtù prescritte dal cristianesimo ossia quella di ospitare i pellegrini.

La più importante delle organizzazioni che si sono dedicate a questa opera è appunto quella che si è formata attorno a quegli Ospitalieri che a Gerusalemme avevano istituito un loro ospedale presso la chiesa di San Giovanni.

Erano forse monaci, erano forse dei mercanti di Amalfi, ma venivano chiamati "Ospitalieri di San Giovanni".

È in questo momento che il Nostro Ordine mette le sue fondamenta da cui, attraverso questi nove secoli, si è sviluppato sino a vederci oggi qui riuniti.

La sede dell'Ordine, come tutti sapete, dopo la caduta di S.Giovanni d'Acri si trasferì a Rodi e poi a Malta. La presenza dei Cavalieri di Malta si protrasse sino a quando Napoleone, disposta la campagna d'Egitto, volle assicurarsi una base d'appoggio tra la Francia ed il paese delle piramidi.

La perdita dell'isola ed il dissolvimento della flotta battente la bandiera con la croce ottagona, rappresentarono un momento molto critico per il nostro Ordine. Sembrò in quel momento che l'Ordine avesse raggiunto la sua conclusione, ed invece la storia continua a riferire della sua sopravvivenza. Ad un momento di smarrimento, ne seguirono altri in cui, riprendendo lo scopo per cui era nato, cioè quello del soccorso ai bisognosi, trasse novello vigore.

L'Ordine, portata la sua sede a Roma, ha istituito aiuti ai feriti di guerra, con treni e navi ospedale, ha fondato ospedali e lebbrosari, ha portato aiuto alle popolazioni colpite da calamità naturali, aiuta quotidianamente, nel silenzio e nel nascondimento persone sofferenti, poveri, nuovi e vecchi, persone sole.

Nel ventesimo secolo l'Ordine vede la sua rinascita quasi miracolosa: esso oggi è forse più attivo e certamente più esteso che in qualsiasi periodo della sua storia nel corso di novecento anni.

Ecco che dalle origini più remote siamo giunti all'attività di ogni giorno: un'attività che svolgiamo tutti noi nelle nostre città probabilmente senza pensare che quello che noi oggi facciamo già novecento anni orsono i nostri predecessori facevano con lo stesso spirito e con la stessa dedizione. Certo gli ammalati di oggi probabilmente non sono gli stessi di ieri: per esempio il gruppo di Genova segue costantemente una ragazza da qualche anno in coma vigile a seguito di un grave incidente stradale. Talvolta però i nostri gesti richiamano quelli degli antichi Ospitalieri. Mi riferisco, per esempio all’attività che la Delegazione di Genova, con l’ausilio di alcuni giovani sta compiendo alla Commenda di Pré: con l’apertura dell’anno giubilare, infatti, essa tornerà alla sua prima funzione, vale a dire quella di accogliere i pellegrini diretti a Roma. Per l’anno del Giubileo, quindi, saremo in grado di mettere in funzione un servizio di ristorazione per i pellegrini diretti a Roma. I pellegrini che transiteranno per la Commenda avranno anche a disposizione alcuni locali per riunirsi e la chiesa inferiore per il ritiro e la preghiera: un suggestivo allestimento che ci porta alle origini della Commenda. Gesti antichi e nuovi che si intrecciano costantemente così come il corso di primo soccorso organizzato dal C.I.S.O.M. di Genova cui numerosi giovani partecipano, oppure l’assistenza agli ammalati durante i pellegrinaggi annuali ai Santuari mariani o ancora i pranzi che periodicamenre consumiamo con i nostri assistiti.

Gli Ospitalieri di nove secoli orsono probabilmente non immaginavano che oggi saremmo stati qui, tutti insieme a parlare di loro: esiste tuttavia un disegno provvidenziale al quale non possiamo sottrarci. Il nostro futuro e quello del nostro Ordine dipendono sì dalla nostra volontà e dalla nostra coerenza ai valori melitensi ma ritengo che dipendano soprattutto da una volontà celeste che anima non solo noi ma tutto l’universo.

A questo proposito non posso fare a meno di pensare al problema che si è posto per il gruppo giovanile di Genova dal punto di vista della carenza di nuove vocazioni all’interno del gruppo. Il nostro è infatti un gruppo che lavora efficacemente al fianco della Delegazione ma in cui mancano nuove energie cioè giovani tra i diciotto e vent'anni: l’età media degli aderenti è di circa trent’anni. Vorrei sollevare oggi questo problema per sapere se esso si pone anche in altri gruppi e sapere quali siano i rimedi o le soluzioni eventualmente adottate.

Nell’avviarmi alla conclusione di questo intervento, desidero ringraziare e ricordare tutti coloro che si sono adoperati nel corso di questi ultimi anni per creare, ove ve ne fosse stato bisogno, o per rafforzare questo spirito di comunione tra i vari gruppi giovanili italiani. Ricordo anzitutto il primo incontro tenutosi a Bologna e poi quello di Roma, Genova, Napoli e oggi Pisa. In questo lasso di tempo abbiamo tutti lavorato per una maggiore conoscenza reciproca ed abbiamo provato a dotarci di uno statuto uniforme. Non sappiamo se, quando e quale statuto i nostri superiori vorranno consegnarci, sappiamo però che il desiderio di unione, conoscenza e scambio di esperienze che ci anima supera i confini di ogni regione e che comunque tutti noi siamo sempre pronti a metterci al servizio delle nostre Delegazioni per sostenere la fede ed aiutare i più deboli. Come ebbe a scrivere Quintin Jermy Gwyn, già Gran Cancelliere dell’Ordine 'la crociata moderna è ormai iniziata e la bandiera dalla croce a otto punte sventola come un simbolo di carità e di pace internazionale in più di sessanta nazioni del mondo' ".



(Da "La Croce Ottagona", Gennaio 2000)