Domenica 3 febbraio la Chiesa ha celebrato la XXIV "Giornata per la Vita". La Nostra Delegazione ha partecipato all'incontro di preghiera in preparazione di tale giornata, prendendo parte alla processione che si è svolta nella serata di mercoledì 30 gennaio nei viali dell'Istituto pediatrico Giannina Gaslini di Genova, invitata dal Reverendo Padre Aldo Campone, Cappellano Magistrale del Nostro Ordine e parroco dell'Istituto. Nel buio della sera un folto gruppo di fedeli, tra i quali numerosi genitori di giovani ricoverati nella struttura pediatrica, hanno percorso, alla luce delle candele, le vie che portano ai padiglioni dell'ospedale recitando il Santo Rosario ed innalzando preghiere al Signore. Al termine della processione S. E. l'Arcivescovo Francesco Gioia, dei frati cappuccini, Presidente della Peregrinatio ad Petri Sedem (Santa Sede), ha tenuto una riflessione spirituale nella parrocchia gentilizia di San Gerolamo, sita all'interno dell'ospedale medesimo. Monsignor Gioia ha voluto ripercorrere il contenuto della lettera preparata dalla C.E.I. per l'occasione.

I vescovi italiani hanno proposto come tema della giornata "Riconoscere la vita". La vita, come la persona, è sacra. Tocca ad ogni uomo promuoverla e difenderla in ogni suo tempo: essa va promossa, custodita e difesa sempre. La vita vista come riflesso del mistero di Dio, che dona all'uomo la sua stessa dignità e così la rende sacra, ma anche come responsabilità di ogni uomo: "riconoscere la vita è promuovere una cultura che accordi a ogni vita la giusta tutela giuridica ed il necessario appoggio; è schierarsi a favore di chi non ha mani e voce per permettere a tutti una dignitosa esistenza; è rispettare le diversità; è appoggiare la testa sulla spalla di chi la vita l'ha già vissuta" (cfr. Messaggio del Consiglio episcopale permanente della C.E.I. in occasione della XXIV Giornata per la Vita). La vita va rionoscita tutta: quella concepita e non ancora nata, quella che si avvia al termine, quella fragile come vetro di chi è malato o handicappato. Per ognuna di queste vite, concludono i vescovi, "riconoscére la vita significa essere riconoscenti a chi la vita ce l'ha data". C'è la vita del bimbo e quella del vecchio, c'è quella del povero e quella del ricco, c'è quella del sano e quella del malato. Ma nessuna vita è meno vita, nessun uomo è meno uomo da quando è concepito a quando spira. I vescovi ci ricordano la fondamentale verità che: "creata ad immagine e somiglianza di Dio, che l'ha formata sulla terra, la persona ha tutta la dignità del suo Creatore; ha i Suoi anditi, i Suoi misteri.., la Sua dignità. E' per questo che anche la vita come la persona, è sacra; fosse pure quella di Caino, fosse pure quella che sussiste nell'embrione, nessuno ha diritto di violare ciò che Dio ha creato, infondendola nel petto dell'essere umano (cfr. Messaggio del Consiglio episcopale permanente della C.E.I. in occasione della XXIV Giornata per la Vita). Ecco allora che il fremito della vita continua a& interpellarci e ci invita ad una speranza che non ha confini.

Il tema del riconoscere la vita richiama quello della riconoscenza per la vita: riconoscenza, e quindi ringraziamento prima di tutto a Dio, che è la sorgente della vita. E poi alle famiglie, "che ne sono la culla, agli uomini tutti che la promuovono e la sostengono attraverso un'interminabile rete di solidarietà. Riconoscere La vita insegna essere riconoscenti a chi ce l'ha data, perché la riconoscenza è il primo e fondamentale segno che riconosce la bellezza ed il valore della vita" (cfr. Messaggio del Consiglio episcopale permanente della C.E.I. in occasione della XXIV Giornata per la Vita).

In sintesi una giornata per la Vita e della Vita, una giornata in cui si percepisce di avere ricevuto un dono.

La processione e la meditazione di Monsignor Gioia è stata preceduta da un piacevole momento conviviale che i Padri Cappuccini hanno voluto offrire nel refettorio del Convento di Quarto dei Mille.

Alessandro Barca