I TALENTI DI LOURDES
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O gni volta che sto per salire sul treno di Lourdes, ho una iniziale sensazione che la mia presenza al Pellegrinaggio sia del tutto irrilevante. In effetti, dico sempre fra me e me, se oggi - per le mille ed una ragione che ciascuno di noi può certamente vantare e per tutti i motivi, sempre più importanti via via che le responsabilità della vita aumentano, che ci tratterrebbero nelle nostre case - non avessi potuto essere presente tra l'equipaggio in partenza, il treno sarebbe pur partito ugualmente ed avrebbe potuto agevolmente fare a meno di me.U na tale sensazione penso sia soprattutto dovuta alla consapevolezza che durante tutto l'anno intercorso dopo il precedente Pellegrinaggio vi sono persone che hanno continuato a "lavorare per noi", affinchè al momento della nuova partenza la macchina organizzativa possa essere ritrovata dalle sorelle e dai barellieri in perfetto stato. Ed è proprio il mio immediato accorgermi, alla vista del treno appunto, di tale perfetto stato, e di come ogni cosa sia sempre al suo posto, che mi cagiona quella iniziale sensazione.Tuttavia, e fin da quando il treno lascia la stazione per iniziare a trac-ciare il suo percorso verso la santa Grotta, la medesima sensazione svani-sce d'incanto ed assaporo ancora una volta la fresca e lucida tranquillità di essere una sia pur piccola pedina di un grande miracolo. Il Pellegrinaggio, infatti, ha bisogno di noi e la perfetta organizzazione che ne sta a sicuro fondamento non può nulla se non con l'aiuto modesto e semplice, ma sin-cero e convinto di ciascuno di noi. Di questo è facile accorgersi fin dalle prime battute, allorché le persone che incontri nei vari corridoi degli scompartimenti, che ti salutano e che saluti con immediata disponibilità, che ti chiedono aiuto per le più piccole cose, ti fanno capire che la tua importanza per loro non è riposta nel tuo grado di esperienza di sorella o di barelliere (pur riconosciuta e forse anche un po' attesa dal Personale con maggiori croci dorate ed argentate, bensì nella tua sernlice presenza. Così, al momento in cui sbarchiamo a Lourdes, subito aiutati dai valenti e (qualche volta) accoglienti "stagieres" in servizio alla gare, sento con certezza che sta per iniziare una nuova ed affascinate esperienza, in cui sto già mettendo tutto me stesso a disposizione degli Altri. G ià, perché a Lourdes ognuno di noi è chiamato a svolgere una o più attività che nella vita di tutti i giorni non avrebbe mai immaginato di saper fare. E direi |
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che il miracolo che si compie dentro la nostra persona èproprio quello di riuscire a compiere tali attività così bene ed in maniera così apprezzata da farci sentire portatori di talenti nuovi e fino a quel momento perfettamente sconosciuti. Anche quando, infatti, scopriamo dalla lettura del mitico libretto bianco (i più fortunati riescono sempre a leggerlo qualche giorno prima...!) che anche quest'anno non siamo stati scelti per dare il nostro prezioso contributo al tanto desiderato servizio Piscine, o magari rimpiangiamo quel bel servizio dell'anno scorso . . .che tanto così mi era piaciuto e, poi, era così comodo come orario..., non ci è invero necessario molto tempo per ambientarci con il nostro nuovo compito e con i nostri nuovi "colleghi" di assistenza e per accorgerci che la nuova attività richiestaci è sentita dagli Altri come la più importante del Pellegrinaggio! L ourdes è dunque il trionfo della sicurezza di sentirsi utile anche nel fare le apparenti più insignificanti azioni, quelle che invece sarebbe così importante poter regolarmente e quotidianamente saper fare nelle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro, con la famiglia e con gli amici (ma anche con i non amici).I l quotidiano miracolo di Lourdes è che ci scopriamo dentro dei talenti nascosti, sia allorchè ci troviamo a dialogare con i signori Ammalati con una facilità di argomenti che ci siamo sempre chiesti come mai non riuscivamo da soli ad esprimere, o con una facilità di ascolto che ci siamo sempre criticati di non possedere, sia anche perché diventiamo immedia-tamente operativi ed utili in settori e per compiti a noi del tutto o quasi sconosciuti.E cco così che quando riparto con una gran voglia di tornare dai miei cari, ringrazio Dio e la nostra santa Madre per avermi fatto percorrere in quei pochi giorni da queste tante e tali sensazioni di forza e di benessere e soprattutto chiedo Loro di concedermi la capacità di sapere adeguatamente coltivare e mettere a frutto questi miei talenti nella vita di ogni giorno.Giovanni Borgna |