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Relazione sui restauri effettuati alla Commenda di S. Giovanni di Pre' E ccellenze, cari confratelli e Consorelle, dopo tanti anni di intenso lavoro, si è completato il restauro conservativo del monumento che sta tanto a cuore al nostro Ordine, perché ci ricorda la storia dei cavalieri che ci hanno preceduto in questa nostra Genova e in Liguria.Parlo del complesso monumentale della Chiesa di San Giovanni del quartiere di Pré, con le due chiese sottostanti e la Commenda adiacente nonché la parte sottostante l'albergo Aquila e Reale (di quest'ultima parte mi sono occupato personalmente negli ultimi due anni e la cosa è stata tutt'altro che facile). Avevo naturalmente già avuto molto a che fare con questi restauri, avendo procurato i fondi necessari per restaurare l'Oratorio in cui vi parlo e, vi ricorderete, le complicazioni che ha comportato: infatti, si è trattato di acquistare dall'Albergo il diritto di demolire parte dell'edificio gravante sul monumento onde poterlo restaurare: questo arco che vedete è quanto, nell'ottocento venne costruito per permettere la sopraelevazione ovvero la costruzione dell'Albergo che ha 7 piani! Ritornando alla mensa, che è l'ultima parte del monumento per cui si è fatto un restauro conservativo e un ripristino degli ambienti: immaginate che questi due grandi ambienti Con volta a crociera e l'altro ambiente collegato a questo Oratorio, erano letteralmente sepolti sotto terra e macerie per circa tre metri e divisi in tante piccole cantine, i cui muri, erano di enorme spessore perché dovevano sostenere la sopraelevazione di un edificio di 7 piani.In perfetto accordo con la Soprintendenza dei Beni Archeologici della Liguria, la eliminazione dei detriti è stata effettuata mediante scavo archeologico. In corso lavori, sono venuti alla luce elementi di notevole rilevanza storica e architettonica ed in particolare sono stati scoperti i resti di una vasca per la raccolta dell'acqua (forse l'acqua del miracolo di Sant'Ugo, il nostro Santo, che qui operò a favore dei poveri e degli infermi, forse un lavatoio del convento o un ahbeveratoio) inoltre un sistema di canalizzazione per il deflusso delle acque, pavimentazione in acciottolato di varie epoche, delle feritoie per arco, che ci indicano le mura originali del Convento-fortezza (infatti questo complesso era sulla riva del mare, isolato dall'allora città le cui mura iniziavano a porta di Vacca mezzo chilometro a levante). Le scoperte archeologiche hanno comportato variazioni di quote della pavimentazione in quanto, d'intesa con tutti gli Enti preposti al controllo dei lavori è stato deciso di mantenere i manufatti ritrovati in elementi in cristallo stratificato su supporti metallici. La parte più difficile e rischiosa è stata la demolizione dei muri di sostegno creati a supporto dell'albergo, abbiamo avuto qui l'assistenza di Ingegneri esperti di statica, Architetti, Elettricisti, Idraulici, Fabbri e in alcuni momenti fino a 25 Operai |
della Ditta Cresta, che ha vinto la gara di appalto al ribasso che avevamo indetto e che fortunatamente è la stessa che ha restaurato tutto il resto del monumento negli scorsi anni. La mia responsabilità, anche ufficiale, in quanto responsabile del procedimento finanziato dallo Stato Italiano, è consistita nel seguire i numerosi appalti per tutte le forniture e i lavori conciliando di volta in volta i problemi tra la proprietà e i vari consulenti e lavoratori, discutendo con le Soprintendenze, la Regione Ligurìa, il Comune di Genova, l'ufficio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in caricato dei fondi per le opere per il Giubileo fuori dal Lazio e tutti i fornitori di beni e servizi. Siamo arrivati alla fine o quasi di questa impresa grazie alla Divina Provvidenza che ci ha fino ad oggi veramente assistito. Ci auguriamo ora di iniziare, non appena avremo tutti i permessi, con lo stesso aiuto divino la nostra missione di rifocillatori d i pellegrini poveri e Signori ammalati!!Questa sera abbiamo ricordato il nostro amato confratello Alfeo, io mi permetto di aggiungere che, con la mia preghiera, lo ringrazio sempre per l'aiuto che mi ha dato in questa impresa ringrazio e prego per Cesare Cattaneo per l'esempio e per l'impulso che ha dato alla nostra Delegazione. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato e che qui hanno lavorato con impegno, in particolare il nostro Delegato che ha ben capito le difficoltà a cui andavo incontro e mi ha molto sostenuto, mi sia permesso in questa occasione di ricordare Colui che tanto mi incoraggiò in questa difficile impresa il compianto Balì Frà Oberto Pallavicini, che, come tutti sappiamo, dedicò esemplarmente la Sua vita al nostro Ordine; a Lui il mio ricordo affettuoso e la mia preghiera.Procediamo ora a vedere quello di cui abbiamo parlato e speriamo di riuscire anche nell'intento di rifocillarci!!! Gian Giacomo Chiavari (Trascrizione della relazione tenuta all'Assemblea annuale della Delegazione SMOM di Genova del 20/1/2000. - Da "La Croce Ottagona", Aprile 2000) |