Riviera di Levante tra Emilia e Toscana:

un crocevia per l' Ordine di S. Giovanni

 

 

L ‘Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, oggi di Malta, ha avuto dal suo sorgere e durante nove secoli di vita il ruolo precipuo di assistere gli ammalati e difendere la fede. Questi compiti istituzionali sono oggi vivi e vitalissimi e l'impegno dell’Ordine nelle opere assistenziali è ben noto. Ma è anche giusto, e rientra nello spirito di un’antica istituzione, il ricercare e studiare le proprie origini e la propria storia. In questo senso la nostra Delegazione ha voluto istituire da alcuni anni la Commissione Culturale, che ha dato vita ad attività diverse, tra cui l’organizzazione, nel 1997, del primo Convegno storico sull’Ordine nelle nostre regioni "Cavalieri di San Giovanni e territorio: la Liguria tra Provenza e Lombardia nei secoli XIII-XVII ", seguito, nel 1999, dal secondo.

I Convegni sono occasione di studio, di approfondimento, ma ciò deve esser seguito dalla pubblicazione degli Atti, che raccolgono i testi delle relazioni che, separatamente e nel loro complesso, portano un contributo tangibile agli studi, rimanendo come punto di partenza per ricerche più approfondite. E stata quindi portata a termine nella primavera di quest’anno, con il determinante con tributo finanziario della Regione Liguria, l’edizione del volume che raccoglie gli Atti del secondo Convegno, dal " Riviera di Levante tra Emilia e Toscana: un crocevia per l’Ordine di San Giovanni".

Il volume, di oltre seicento pagine, prende ventitré relazioni, a firma sia di alcuni tra i più noti docenti di storia medievale degli Atenei del nord Italia, sia di ricercatori legati alle stesse Università o alle Soprintendenze. Non è possibile citarli per esteso, ma si può in generale affermare come questi Atti diano un contributo, sostanziale, puntuale e rigoroso all’approfondimento di una realtà finora nota solo per alcune zone. Uno "sguardo a tutto campo", che "colloca i nostri convegni nella prospettiva del dialogo interculturale", come ha detto fra Giovanni Scarabelli nella prolusione al Convegno. Le regioni del nord Italia — perché a quest'area è stato limitato il campo di studio del primo e del secondo convegno — hanno visto nel pieno medioevo un diffuso estendersi delle fondazioni giovannite, sorte soprattutto nelle città e alla loro periferia, in particolare sui nodi stradali; articolate nel tempo anche per l’apporto delle case templari soppresse all’inizio del Trecento, e in parte passate all’Ordine di San Giovanni. A questo proposito appaiono estremamente utili le relazioni che costituiscono un censimento delle fondazioni e che hanno portato alla conoscenza di numerose case finora sconosciute; accanto alle relazioni dedicate più specifici aspetti dell'organizzazione interna, del funzionamento e infine dell’inserimento nel tessuto sociale urbano delle case ospitaliere.

I contributi sulle presenze dell’Ordine in Liguria si estendono da Genova — a San Giovanni di Pré sono dedicati nuovi studi archeologici e architettonici, come a significativi personaggi della politica ligure, nonché all’armamento delle navi dell’Ordine ancora nel Settecento — alla Riviera di levante, dai percorsi forse meno compositi di quelli ponentini ma ricchi di presenze: incisiva, in particolare, quella di Chiavari, la cui precettoria di San Giacomo di Rupinaro e la famiglia Torriglia sono stati studiati con particolare attenzione. Il volume esplora modo approfondito ancora la Lombardia — Milano, Novara, Brescia Cremona — e l’Emilia: Bologna, per la cui domus giovannita quasi nulla finora era noto, Parma, Piacenza.

Attraverso le vie di comunicazione transappenniniche gli Ospitalieri costruirono una rete insediamenti sulle strade che giungevano al grande porto di Pisa. punto di imbarco per la Terrasanta e precoce sede di un Ospedale Gerosolimitano; unica città, accanto a Genova, che ha registrato antica presenza di monache gerosolimitane. La Riviera di Levante, come ha osservato Renato Bordone nella articolata presentazione tenuta alla Commenda di Pré, si può considerare davvero, come emblematicamente è stato indicato nel titolo dato al convegno e al volume, un crocevia nella storia dell’Ordine. Il volume è stato presentato successivamente a Rapallo da Valeria Polonio, che ne ha sottolineato altri aspetti sotto diverse angolazioni e ha proposto nuove ipotesi e nuove stimolanti linee di ricerca.

Josepha Costa