Sabato 9 e domenica 10 marzo 2002 si è tenuto il ritiro spirituale in preparazione alla Pasqua. E' iniziato il sabato a San Pancrazio con la Messa delle ore 17,00, concludendosi il giorno dopo nella Commenda di San Giovanni di Prè. Mons. Luigi Borzone ha tenuto due meditazioni molto interessanti il cui argomento è stato: "lo Spirito Santo" .

Il Sacerdote è entrato subito, quasi violentemente, nel merito della sua relazione: "Chi è per noi lo Spirito Santo? Come ce lo possiamo immaginare?. Ha poi diviso la sua trattazione in parti fondamentali: lo Spirito Santo nell'Antico Testamento, nel Nuovo, e l'azione che Egli compie nella nostra vita di cristiani.

Lo Spirito di Dio nell' Antico Testamento è definito "Ruah" che in ebraico indica il soffio sia del vento che dell'uomo, cioè il suo respiro; qualcosa di misterioso e potente e nello stesso tempo vitale; è una forza che si manifesta nell'universo, nella creazione dell'uomo, nei profeti; ma l'Antico Testamento non conosce ancora lo Spirito come Persona divina. La rivelazione di Gesù invece ci dice che lo Spirito è Persona, come il Padre e il Figlio nella Trinità. È la persona - Amore o l'Amore personale: amore reciproco del Padre verso il Figlio e del Figlio verso il Padre. Nei discorsi dell'ultima Cena lo Spirito è chiamato "Paracletos" (Giovanni 14, 6, 26, 15, 28, 16, 7) che nel greco profano indica chi è chiamato in aiuto, come ad esempio un difensore o un avvocato e nel giudaismo indica un intercessore. Il termine è normalmente tradotto con "consolatore" ma questa traduzione, pur esatta, non esaurisce la ricchezza del termine "Paracletos".

Tutta la vita di Gesù si svolge sotto l'azione dello Spirito Santo: la sua concezione, cioè incarnazione di Dio che è l'opera massima dello Spirito: "lo Spirito Santo scenderà su di te... Colui che nascerà sarà dunque chiamato figlio di Dio" (Luca 1, 35); il suo battesimo, rima di iniziare la vita pubblica, in cui lo Spirito appare sotto forma di colomba "...e scese su di Lui lo Spirito Santo in apparenza corporea come di colomba..." (Luca 3,22); Gesù nella sinagoga di Nazareth quando apre il rotolo del profeta Isaia e legge: "lo Spirito del Signore è sopra di me..." (Luca 4, 18). Gesù non solo è l'Uomo dello Spirito ma anche lo promette ai suoi: "Io pregherò' il Padre ed Egli vi darà un consolatore perché rimanga con voi per sempre" (Giovanni 14,16). In seguito, dopo la sua resurrezione, va dai suoi discepoli, si ferma in mezzo a loro, parla con loro e infine alita su di loro e dice: "ricevete lo Spirito Santo..." (Giovanni 20,22).

Qual è l'opera dello Spirito Santo nella nostra vita? Tutta la nostra vita dal momento del battesimo è ispirata, alimentata, guidata dallo Spirito di Dio. Lo Spirito abita nel cuore del cristiano come dice San Paolo: "Voi non siete sotto il dominio della carne ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi" (Romani 8,9). Lo Spirito conferma il

cristiano nella professione della fede e nella missione di testimone del Signore con il sacramento della cresima. Se lo si lascia lavorare Egli dona una mentalità e una condotta nuove: è la vita secondo Spirito di cui San Paolo parla (Romani, 8,59). Soprattutto lo Spirito anima la nostra fede che, senza il suo aiuto diventa debole ed incerta; nessuno può dire "Gesù è il Signore se non sotto l'azione dello Spirito Santo" (S.Paolo, 1 Corinzi 12,3); inoltre "". ..quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì..., Dio le ha rivelate a noi per mezzo dello Spirito" (San Paolo. Corinzi 2,9). Lo Spirito di Dio che è spirito di verità: aiuta quindi il cristiano a conoscere sempre meglio e più profondamente le verità rivelate, soprattutto nella lettura attenta e meditata della parola di Dio. Lo Spirito è il nostro maestro, è colui che ci assiste nella preghiera"...viene in aiuto alla nostra debolezza perché nemmeno sappia che cosa sia conveniente domandare, intercede con insistenza per noi con noi con gemiti inesprimibili" (San Paolo, Romani 8, 26-27).

Il relatore, di cui è nota la profonda conoscenza teologica, abile nei passaggi logici ed essenziale nella scelta delle parole, ha tenuto viva l'attenzione e costante l'interesse dei presenti; prova ne è stato il dibattito vario, vivace e profondo che ne è seguito. Le sue parole hanno suscitato molta emozione ed è stato, quasi come se le due meditazioni, dense di contenuto ma limitate a circa due ore, fossero al difuori del tempo e dilatate nell'eternità.

Alle 12,15 si è recitato il Rosario e poi ci si è seduti nel refettorio dei pellegrini per la colazione, durante la quale è stata letta da alcune persone una parte della meditazione sulla quaresima 2002 del nostro Cardinale Arcivescovo. Alle 15,00 la Santa Messa celebrata Padre Morawski nella Chiesa inferiore di Giovanni di Prè, ha concluso una giornata molto particolare e bella anche per la gioia di condividere tutti insieme questa esperienza.

Enrica Chiavari