
Anche per la felice circostanza di abitare nelle immediate vicinanze dell'Università Cattolica di Milano, mi è possibile visitare ogni giorno la Cappella del Sacro Cuore e qui recitare
- davanti al Santissimo Sacramento la nostra preghiera del Cavaliere, ringraziando così il Signore che si è "... degnato di farmi partecipare alla milizia dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme...".Entrando, difatti, nell'Ordine Gerosolomitano, ho approfondito quanto già sentivo interiormente: "...Quando si risponde all'amore di Dio, ogni momento è bello, ogni momento è infinito..". E posso dire che questa letizia, che si rinnova ogni giorno davanti al Santissimo Sacramento, è stata alimentata dal dialogo e dall'amicizia con alcuni miei confratelli, dal cui stupore, e ancor più dalla loro testimonianza di fede, ho avuto lo stimolo ad approfondire la conoscenza di me stesso e degli Altri.
Penso che diventi indispensabile conoscere e riconoscere, non solo in noi, ma anche negli Altri, i carismi che la Bontà Divina ci ha elargito per promuovere la Gloria di Dio. E attraverso la più autentica conoscenza reciproca, potrà nascere il vero dialogo quale presenza di Cristo tra noi e da qui si formerà una vera società che è la sola grande Famiglia della Chiesa: "
. . .Stringetevi invece al Capo, dal Quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione, per mezzo di giunture e legamenti, realizzando così la crescita, secondo il volere di Dio..." (S. Paolo II lettera ai Corinzi).Solo così l'Amicizia, che ha per unica origine l'Amore di Cristo presente in noi (ed anche per questo tale incontro non può avvenire se non nella Chiesa) sarà profonda e per sempre: così si potrà essere davvero prossimi dell'Amico. Infatti, "
. . .Prossimo è colui che ebbe compassione di lui..." (Luca, 11,37).Avere compassione, compatire, quindi patire con, essere cioè in completa
sintonia con quello che l'altro vive, sente, patisce ". . cristiano). Da questo nascerà la più completa riconoscenza all'Amico che ci è prossimo, e sarà così palese in lui Gesù pronto ad accoglierci.Ed č proprio Gesù, così amorevolmente aperto verso di noi, palese più che mai quando Lo visitiamo esposto nell'Ostensorio, che dobbiamo supplicare "... umilmente per intercessione della Beata Vergine di Fileremo,
del Beato Gerardo e di tutti i santi e beati dell'Ordine...." . L'adorazione del Santissimo deve infatti stimolarci a chiedere il Suo aiuto mediante intercessione della Madonna del Beato Gerardo e di tutti i santi e beati dell'Ordine.In
particolare, nella sequela alla Madonna, ci è d'esempio, fin dalla sua visita alla Santa Madre e ad Elisabetta, San Giovanni Battista: "...E come mai mi è concesso che la Madre del Signore venga presso di me? Perchè ecco appena la voce del tuo saluto ha colpito i miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio seno. Beata Colei che ha creduto che si sarebbe avverato quanto le è stato detto da parte del Signore..." (Luca, 1, 43, 44, 45).E come San Giovanni Battista, anche il Beato Gerardo e tutti i santi dell'Ordine sono nella sequela della Madonna, nell'esercitare la quale nessuno può esimersi di chiedere continuamente l'aiuto del Signore per restare fedele alla scelta che Egli ha fatto per noi: nulla possiamo da soli.
Per questo mi è di sostegno e di importante aiuto nella recita quotidiana dei Vespri il Magnificat: è dalla sua bellezza letteraria, più trionfale di un'opera barocca, più profonda di un pensiero rinascimentale, estremamente più elegante di
un virtuosismo neoclassico, che nasce per me la gioia quotidiana nella recita di questa preghiera, in cui la Madonna proprompe per esprimere la letizia della libera adesione alla volontà divina da cui discende, nell'abbandonarsi e nell'affidarsi a tutta la sua Creatività. E così, anche nella sequela alla Madonna anche noi potremo dire: "...Non a noi, non a noi, ma al Tuo nome dà gloria, per la tua fedeltà, per la tua grazia..." (Salmo 11.3B)Filippo Ferretti di Castelferretto
(Da "La Croce Ottagona" Febbraio 2001)