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VIVERE IL GIUBILEO P er Giovanni Paolo il preparare la Chiesa al Giubileo del terzo millennio è stato quasi il filo rosso che ha guidato il suo servizio pastorale da quando il suo maestro, il cardinale Stefano Winziski, ventun anni fa gli ha detto "Dio ti ha chiamato a traghettare la sua chiesa nel terzo millennio". Il Papa ci guida a creare una giusta mentalità per vivere l’Anno Santo in pienezza. L’insistenza sul terzo millennio per alcuni poteva sembrare un ossessione, per il Papa era solo la missione. Possiamo trovare alcune parole chiave che formano l’ossatura del Giubileo.
PELLEGRINAGGIO I l pellegrinaggio non è un invenzione cristiana. Tutte le religioni hanno sentito di vivere il pellegrinaggio come simbolo del passare della vita e come testimonianza di amore a un luogo significativo per la fede. Il pellegrinaggio è sempre stato visto come segno del cammino verso Dio, della provvisorietà del tempo, dei luoghi, degli affetti e della vita; un vero cammino di conversione. |
Per i cristiani le grandi mete sono state Gerusalemme, dove parlano le pietre; Roma, perché Pietro confermi la fede; la cattedrale di ogni diocesi, centro di comunione con il vescovo. Percorrere questa strada richiede "un servizio di ascesi operosa, di pentimento per le umane debolezze, di costante vigilanza sulla propria fragilità, di preparazione interiore alla riforma del cuore. Mediante la veglia, la preghiera, il digiuno, il pellegrino avanza sulla strada della perfezione cristiana" (Incarnationis Mysterium, n. 7). L’atteggiamento del pellegrino chiede "ascolto della parola e dei silenzi di Dio", solidarietà e condivisione con i compagni di viaggio e con i testimoni della Fede, povertà di cuore per essere aperti alle sorprese di Dio". "Ma bisognerebbe ricordare che il 2000 è una data cristiana: sganciata da Cristo perderebbe il senso, diventerebbe insipida, insulsa" (G. Biffi).
PELLEGRINAGGIO DI CARITA’
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l Papa interiorizza la mistica del pellegrino: camminare verso Cristo, celebrando la liturgia delle opere di misericordia corporali e spirituali, dove le carni di Cristo soffrono nell’uomo: ero ammalato, carcerato, affamato, mi hai visitato e ristorato. Siamo invitati a entrare con fede e amore nelle cattedrali del dolore: ospedali, carceri, ricoveri; sono porte alla santità. Qui il Giubileo si coniuga con la gloria del Bernini perché Gesù promette nell’ultimo grande esame a chi fa questo pellegrinaggio: "oggi sarai con me nel paradiso" (Lc 23,43).
PELLEGRINAGGIO DI PENITENZA
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’indulgenza plenaria giubilare potrà essere acquistata anche mediante iniziative che attuino in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale che è come l’anima del Giubileo. Così, astenersi almeno durante un giorno dai consumi superflui (fumo, alcool....) e devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri; sostenere con significativo contributo opere di carattere religioso o sociale; dedicare una congrua parte del proprio tempo libero ad attività che rivestano interesse per la comunità" (Disposizione per l’acquisto dell’indulgenza, n. 4). Dopo 20 secoli di confusione, disattenzione, ingiustizie e mancanza di amore, il messaggio di Cristo è ancora vivo. Perché Cristo cammina con l’umanità!
PORTA SANTA
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esù nel vangelo si autodefinisce : "Io sono la porta delle pecore", usa l’immagine della porta per entrare nel regno, invita a passare per la porta stretta. Un altro segno oltre il pellegrinaggio, che accompagna il cammino giubilare, è l’apertura della Porta Santa, aperta per la prima volta nel Giubileo del 1423 nella basilica di San Giovanni in Laterano. "Essa evoca il passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere dal peccato alla grazia.... l’indicazione della porta richiama la responsabilità di ogni credente di attraversare la soglia: confessare che Cristo è il Signore, rinvigorendo la Fede in lui per vivere la nuova vita che egli ci ha donato" (Incarnationis Mysterium, n. 8). Il Papa avverte: "La Chiesa non può varcare la soglia del nuovo millennio senza spingere i suoi figli a unificarsi" (Tertio Millennio Adveniente).
INDULGENZA
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l documento di Paolo VI in preparazione al Giubileo del 1975 ci aiuta a comprendere la realtà dell’indulgenza: "Più arduo, forse, è comprendete il significato e il dono dell’indulgenza giubilare occorre anzitutto ricordate come una misteriosa solidarietà unisce tutti quanti formiamo la Chiesa, mistico Corpo di Cristo: Siamo tutti un solo corpo e membra degli altri" (I Cor 12,27). Secondo la Dottrina Cattolica l’ assoluzione sacramentale comporta il perdono della colpa in quanto offesa a Dio, ma non ne cancella completamente gli amari frutti, che sono le cosiddette "pene temporali", che si scontano quaggiù in terra o nell’altra vita in Purgatorio. Ora è proprio su queste pene temporali, connesse con i peccati già perdonati riguardo alla colpa, che la Chiesa interviene con l’indulgenza. Tale dono sottolinea, pertanto, la verità misteriosa, ma reale, della comunione dei santi e dell’intima relazione esistente tra la Chiesa celeste e quella terrestre.
PURIFICAZIONE DELLA MEMORIA
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a storia della Chiesa è una storia di santità, illustrata dalla vita dei santi e dei martiri, ma è anche una storia di peccato e di miseria, di redenti dal sangue di Cristo. In spirito di onestà intellettuale all’inizio del Concilio Papa Roncalli confessava: "La Chiesa è santa in sé e fragile nei suoi figli, debitrice di perdono verso tutti i fratelli". Dice il Papa: "Come successore di Pietro chiedo che in quest’anno di misericordia la Chiesa, forte della santità che riceve dal suo Signore, si inginocchi davanti a Dio e implori il perdono per i peccati passati e presenti dei suoi figli. Tutti hanno peccato e nessuno può dirsi giusto davanti a Dio... La gioia del perdono sia più forte e più grande di ogni risentimento" (Incarnationis Mysterium, n. 11). Noi cristiani siamo chiamati a comprendere che, pur non avendo responsabilità personali e sostituirei al giudizio di Dio, portiamo il peso degli errori e delle colpe di chi ci ha preceduto e dobbiamo farci carico dinanzi a Dio e agli uomini, delle mancanze commesse "senza nulla chiedere in cambio". L’abbraccio di Paolo VI ad Atenagora, le commosse parole di Giovanni Paolo I al vescovo ortodosso che gli moriva tra le braccia, chiamandolo: "Apostolo dell’umanità, martire della comunione", i gesti e le parole di reciproca stima, pur senza derogare dalla verità, hanno creato quel clima che rende più facile la comunione.
MEMORIA DEI MARTIRI
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ella prospettiva del terzo millennio il Papa ha voluto una commissione che aggiorni il martirologio cristiano. Si tratterà di un libro diverso dal martirologio attuale perché studiato in chiave ecumenica, ciò considerando tutti i martiri delle varie confessioni cristiane. Tale testimonianza è più convincente delle parole per superare la divisione. I martiri delle diverse confessioni cristiane, che in paradiso godono l’unità della verità, intercedono per noi che nel tempo faticosamente cerchiamo di realizzarla.
PROTEZIONE DI MARIA
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l Papa ha inteso mettere il Giubileo sotto la protezione di Maria "Donna del silenzio e dell’ascolto.., pellegrina con Giuseppe verso il Tempio santo di Dio... pellegrina di carità a Ebron e a Cannan, perché protegga il cammino di quanti si faranno pellegrini in questo anno giubilare. Mai si stancheranno i popoli di invocare la Madre della Misericordia e sempre troveranno rifugio sotto la sua protezione (Incarnationis Mysterium, n. 14).Don Giovanni Denegri