IL GIUBILEO

DELL' ORDINE DI MALTA


Il Pellegrinaggio melitense a Roma dal 16 al 19 ottobre scorsi per il Grande Giubileo del 2000 ha segnato un momento di intensa e profonda spiritualità e unione per il nostro Ordine.
E’ stato veramente uno spettacolo edificante e al tempo stesso commovente vedere le centinaia di confratelli e consorelle, appartenenti ai diversi ceti e categorie, e provenienti dai più svariati paesi, ritrovarsi compatti a Roma per questa grande testimonianza di fede.
Li abbiamo visti procedere in composta processione, nei loro severi abiti ecclesiastici, per attraversare la Porta Santa delle diverse Basiliche nelle quali hanno partecipato con grande devozione alle funzioni religiose.
Tutto si è svolto in perfetto ordine, segno di un’accurata organizzazione, alla quale hanno fattivamente contribuito anche i membri del C.I.S.O.M e del Corpo Militare.

Le tappe del pellegrinaggio sono state le quattro principali Basiliche romane, simboli dell’architettura e dell’arte cristiana nei secoli: S. Maria Maggiore con i suoi bei mosaici ed il bellissimo soffitto in legno a cassettoni; S. Giovanni in Laterano, l’antica Cattedrale di Roma, con l’ariosa piazza antistante la gradinata frontale e la grandiosa facciata; S. Paolo fuori le mura, con la sua maestosa ampiezza, seconda sola a S. Pietro, con il caratteristico quadriportico, che ci è apparsa particolarmente sfavillante in una radiosa mattinata che faceva seguito a giornate di tempo mutevole; ed infine S. Pietro, imponente nelle sue dimensioni, con i suoi marmi, le cappelle, le statue, l’altare papale con il grandioso baldacchino, ed inoltre il celebre cupolone e la piazza con il colonnato del Bernini.

Ma tutta questa grandiosità e arte sono state solo lo sfondo che ha conferito importanza e solennità all’avvenimento.

 

Il fulcro, il cuore delle giornate Sono state le bellissime funzioni religiose presiedute, nella concelebrazione eucaristica, dagli Eminentissimi Cardinali, e con la presenza di S.A. Eminentissima il Principe e Gran Maestro, accompagnato dalle Alte cariche dell’Ordine.

Ognuna di queste funzioni, pur nella loro similitudine, ci ha profondamente toccato nell’intimo in modo differente, lasciando un segno particolare nel nostro spirito.
Il canto gregoriano dei solenni pontificali, le preghiere recitate nelle diverse lingue a sottolineare l’universalità del nostro Ordine, le esortazioni delle omelie, il grande raccoglimento non sempre facile da ottenere in presenza di un così elevato numero di persone, tutto ha contribuito a predisporre gli animi allo spirito giubilare. E, nella giornata finale, con una partecipazione che era andata ogni giorno sempre più aumentando, la presenza del S. Padre che ha voluto concludere il nostro Giubileo. Quest’uomo,incurvato dagli anni e dal peso delle grandi responsabilità che porta, affaticato nel procedere e nei movimenti, ma che esprime uno straordinario ascendente ed una grandissima forza d’animo e sa toccare nel profondo il cuore degli uomini, è sfilato tra noi accolto da un contenuto ma calorosissimo e affettuoso applauso.

Nel suo discorso S.S. Giovanni Paolo II ha sottolineato le peculiarità e le funzioni del nostro Ordine, esortandoci a proseguire nelle vie della fede e dell’assistenza ai bisognosi.

Cosa ci è rimasto di questa bellissima esperienza romana? Certamente molto ma penso che ciò faccia parte della sfera personale di ognuno di noi. Ciascuno saprà maturare nel suo intimo le impressioni, i propositi, le esperienze acquisite nelle quattro giornate di devozione e di preghiera e saprà dare una risposta a quanto ha ricevuto.

Filippo Raggi

  (Da "La Croce Ottagona" Novembre 2000)



DISCORSO DEL SANTO PADRE IN OCCASIONE DEL GIUBILIEO DELL'ORDINE DI MALTA
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