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15 GIUGNO 1999: GITA AL TINO G rande successo ed entusiasmo ha suscitato lo scorso 13 giugno la "gita fuori porta" sull'isola del Tino, nel golfo di La Spezia. L'isola, un tempo accessibile a tutti i visitatori che lo desideravano, da qualche anno è sotto il controllo della Marina Militare, che ne vieta l'approdo. Per tale motivo l'escursione organizzata dall'ufficio di La Spezia è stata ulteriormente apprezzata.I l Capitano di Vascello Rosario Accardo, Sotto Capo di Stato Maggiore dell'Alto Tirreno e socio AMA di La Spezia ha messo a disposizione una pilotina, che ha traghettato circa una sessantina di persone tra cui dieci anziani della casa di riposo "Cristo Re" di La Spezia e i volontari dell'Ufficio.D a Genova, insieme al Delegato, conte Giovanni della Croce di Dojola e consorte, hanno fatto "capolino" nell'isola una ventina di membri e amici dell'Ordine. In una magnifica pieve olivetana in pietra del 1300, dedicata a S. Venerio -VII sec. - (*), è stata officiata la S.Messa da fra' Giovanni Scarabelli, cappellano della delegazione di Firenze, che festeggiava proprio in quella data i suoi primi trent'anni di ordinazione sacerdotale. L'omelia di rnonsignor Giovanni si è per lo più soffermata sulla compassione che Gesù ha avuto nei confronti delle folle sfinite, vaganti come pecore senza pastore. Gesù ha saputo patire con l'altro, si è caricato della sofferenza del prossimo e ci propone di portare anche noi il peso e la croce di chi ci sta accanto (obsequium pauperum). Alla luce di tale esempio, il cappellano ha esortato ad essere punti di riferimento credibili e testimoni del Vangelo in ogni ambiente.A l termine della celebrazione eucaristica il gruppo ha fatto visita ai resti del chiostro romanico e del monastero coevo, quindi ha potuto gustare
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U na passeggiata lungo i sentieri dell'isola ha condotto alcuni partecipanti sino all'insediamento del fanale, da cui si scorgeva uno scenario davvero suggestivo. Le ottime condizioni climatiche hanno consentito la piena riuscita della giornata, conclusasi nel pomeriggio con il rientro nel porto di La Spezia.Antonella Gramatica Cataldi _______________ (*) Secondo la tradizione agiografica, S. Venerio (VII sec.), di nobile famiglia dell'isola Palmaria, famoso per i suoi miracoli, si narra in fatti che S. Venerio fu ritrovato intatto alla fine del VII sec. Dal vescovo Lucio, il quale fece costruire una Chiesa, ampliata poi nel IX sec. Sullo stesso sito fu costruita nel 1050 una Chiesa romanica di cui rimane la facciata e, accanto, il monastero e il chiostro.Le reliquie del Santo furono trasferite successivamente a Reggio Emilia. Soltanto nel 1960 il teschio di S. Venerio fu traslocato nella Chiesa di Migliarina a La Spezia e il 13 settembre di ogni anno la reliquia viene portata in processione sull'isola del Tino alla presenza delle autorità civili e religiose Nel 1959 papa Giovanni XXIII proclama S. Venerio protettore del golfo di La Spezia e nel 1961 protettore dei fanalisti. Di qui la grande devozione tributata al santo da parte di tutta la popolazione spezzina |