RIFLESSIONI

SUL PELLEGRINAGGIO A LORETO 

 

 

 

Venerdì 26 ottobre 2001 alle ore 12,30, con l'arrivo del pulmino della Delegazione di Genova, condotto da Filippo Grarnatica (e targato spiritualmente "Francesca Torre") si apre ufficialmente, come ad un magico segnale, il primo Pellegrinaggio del terzo millennio.
  Sulla piazza tranquilla e soleggiata compare subito un altro mezzo antesignano del gruppo: la Delegazione bolognese con Teresa Bugetti arriva per prima con un suo carico prezioso di amici Ammalati.
  La piazza deserta a quell'ora si anima all'improvviso come un palcoscenico su cui tutti convergono per la rappresentazione concordata.
  Da un arco esce Suor Ancilla, quasi immutata negli anni; dall'altro esce Giacomo, factotum del Santuario, sant'uomo aggiustatutto, mentre dal portone del Palazzo Illirico sorridenti marchigiane porgono cesti di chiavi.
  L'arrivo del mitico Brunaldi, con un rinnovato staff per la segreteria, conferma che i giochi sono fatti.
  Intanto sulla rete autostradale sta convergendo su Loreto un centinaio di mezzi, costituito da pullman modernissimi quasi spaziali, da altri più tradizionali, da molte auto private e da quelle rappresentative del Gran Magistero, che trasportano il Gran Maestro e le autorità.
  La Delegazione di Genova è in cammino con due pullman grandi ed il pulmino di La Spezia.
  Gli arrivi sono pausati dall'arco di ingresso alla piazza che, come la cruna del Vangelo, seleziona e rifiuta i mezzi troppo spaziosi.
  I nostri passano e scaricano finalmente davanti all'Illirico tutti i pellegrini che dopo il lungo viaggio scendono felici ed ansiosi di raggiungere le loro sistemazioni .
  Dalle pagine del libretto un programma intenso chiama tutti a raccolta.
  Dopo il primo raduno generale, gli appuntamenti si susseguono fino alla serata allietata da una novità: il tempo buono quest'anno consente lo svolgimento della "via Lucis" nella piazza e le lodi mariane con le litanie lauretane scaldano i cuori.
  Chi partecipa per la prima volta ora incomincia dopo poche ore a familiarizzare con il Santuario, che è tutto raccolto intorno alla Santa Casa cui le corsie fanno da ali e la piazza da forum spirituale. I due giorni seguenti, intensi di preghiera e di incontri alternati da pause di dialogo e svago, volano letteralmente e la nostra valle di lacrime prodigiosamente si trasforma in sede di ricordi, di incontri, di chiarimenti e di perdono.
  Anche chi è andato in molte occasIoni a Loreto sente ogni volta il fascino della mistica Santa Casa (teatro ove fu pronunciato il Fiat che permise la nostra redenzione).
  Il mistero di quelle mura è centro della nostra Fede e sete di salvezza.
  E' sempre commovente leggere nel corridoio parallelo alla Chiesa l'elenco dei Santi e Beati che vennero nei secoli passati a raccogliersi in preghiera nel Santuario, chiedendo a Maria aiuto ed ispirazione.
  Possa la Santa Casa imprimere nel nostro cuore tracce dei sentimenti dei suoi benedetti abitanti: costante amore di Dio, tenerezza e ascolto per il nostro Prossimo, umiltà e pazienza, accettazione per la volontà del Creatore e ansia di pace e di salvezza
  Il gruppo condotto dalla Delegazione torna a casa domenica sera, arricchito di doni di consolazione e di medaglie per il personale più assiduo, ma soprattutto illuminato dalla gioia.

Elena Chiavari