L'ORIGINE DELLA SANTA CROCE
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Per noi devoti della S. Croce (sub specie octagona: idest delle 8 Beatitudini) sublime simbolo della Passione di Nostro Signore, può esser edificante ricercare su antichi testi e fonti storiche e di leggenda, come la Santa Croce sia stata materialmente formata. Una delle fonti ove trattasi diffusamente della INVENZIONE DELLA S. CROCE è la LEGENDA AUREA del Beato JACOPO DA VARAGINE (VIlI Vescovo di Genova nel 1298).
T rattasi di una vivace ed appassionata narrazione della vicenda, che si richiama al Vangelo di NICODEMO, secondo cui ADAMO, recandosi alle Porte del Paradiso, chiese l'olio della misericordia per poter curare il figlio SETH. |
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Ed anche l'HISTORIA SCHOLASTICA riporta una quasi identica versione, con l'aggiunta che Salomone fece sotterrare a grande profonditą il legno affinché, in futuro, non potesse esser utilizzato per nuocere al Messia. Creata sul luogo una piscina probatica, già da allora si verificarono guarigioni miracolose tra i malati che vi venivano immersi. Successivamente, avvicinandosi il tempo della Passione del Signore, alcuni giudei dissotterrarono il legno e di lì a poco la S. Croce fu pronta per l'estremo sacrificio!
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obbiamo all'Imperatore COSTANTINO la diffusione del culto della S. Croce. La sua apparizione in cielo, poco prima dell'inizio della battaglia contro i barbari sul Danubio, annunziatagli da un'angelo, sfavillante e circondata da parole di vaticinio: "IN HOC SIGNO VINCES" a lettere d'oro, convinse Costantino a farne al imprimere il sacro segno su scudi, labari e monete. Da ciò l'usanza dei primi cristiani a segnarsi con tal sùblime simbolo ed il culto della S. Croce ne ricevette rapido incremento. Molte reliquie della S. Croce furono e sono tuttora venerate nelle Chiese a Gerusalemme, Roma, Ravenna, come in moltissimi altri luoghi di culto nel mondo cristiano. Da questa diffusione derivò il culto dell'ADORAZIONE DELLA S. CROCE nel Venerdì Santo e ciò sia nel rito romano che nell'armeno, nel siriaco e nel copto; persino gli anglicani riaccettarono la Croce con il Crocifisso, trascorso che fu il periodo di rigore calvinista.C
on il IV secolo D.C. la S. Croce entra nella Liturgia: si iniziò con il porla sopra il Ciborio, sull'altare od a pendere a lato di esso (CRUX PERGULA). Poi divenne CROCE STAZIONALE (CRUX PEDUNCULATA), a causa del basamento. Il crocifero era, grecamente, lo STAUROFORO, che di regola era un diacono od un sottodiacono. Si deve a SAN GIOVANNI CRISOSTOMO l'illuminazione con ceri e la S. Croce fu denominata "raggiante"!.Tra le croci astate v'è innanzittto la PAPALE, poi la LEGATIZIA, la PATRIARCALE, la PRIMAZIALE, la ARCIVESCOVILE, la VESCOVILE ed infine la FUNERARIA. Ricordiamoci ora delle 12 piccole croci, sia dipinte che in rilievo, che figurano sulle pareti interne delle S. Chiese: sono il simbolo della avvenuta consacrazione. Talvolta figurano sulle pareti esterne. Naturalmente anche sui paramenti sacerdotali la S. Croce è variamente raffigurata, mentre croci pettorali, ma senza il Crocifisso, simboleggiano pienadedizione su abiti talari di Prelati e Religiosi. Sì ricorda a tale proposito che S.S. PIO IX fu il primo a portare la Croce pettotale fuori funzione, considerata ovviamente la continuità ad vitam dell'osservanza.
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a poi ricordato che nell'iconografia si distinguono la CROCE COMMISSA o PATIBULATA in forma di TAU, la CROCE IMMISSA O CAPITATA detta anche LATINA (quella che purtroppo fu usata sul Golgota) e la CROCE GRECA o QUADRATA. Queste denominazioni non hanno alcuna relazione con lingue o nazioni cui si riferiscono: sono dizioni puramente convenzionali. Le croci processionali (astili) devono avere il Crocifisso rivolto in avanti. Quanto alla vera Croce, cioè quella usata per Nostro Signore, storia e tradizione tramandano notizia che fosse venerata sin dall'anno 335 d.C. nella Basilica Costantiniana di Gerusalemme sul Calvario. Ma fu il re di Persia COSROE II che la fece asportare. La restituzione alla Basilica avvenne nel 628 d.C. Molte furono quindi le vicissitudini di tale essenziale reliquia che venne poi frazionata e le parti non disperse, protette in preziosi reliquari, sono conservate in molti Luoghi Sacri. Quante altre notizie si potrebbero ancora raccogliere sul sublime tema della Croce del Rentore, ma qui valga l'augurio che l'adorato simbolo conìtinui a rafforzare in ciascuno la propria Fede!A
nche in araldica il sacro simbolo appare in varie forme a conferma della cristianità di molti nobili Casati. Su stemmi, stendardi e scudi vi figurano la CROCE LATINA o del CALVARIO, mentre la CROCE DI S. ANDREA prende il termine araldico di CROCE TRAVERSA o DECUSSATA Tali due croci sono considerate pezze onorevoli di 1° ordine: cioè più importanti di altri simboli. Séguono poi altrei tipi di croci araldiche fra cui la principale è la CROCE OTTAGONA detta di MALTA, che è identica a quella dei Cavalieri di Santo Stefano: la prima in smalto bianco bordato in oro, mentre la seconda è in smalto rosso pure bordato in oro. Vi sono poi la CROCE DI TOLOSA con braccia allargate forma romboidale, la MERLETTATA, la GIGLIATA, la NODOSA, e la CROCE MULINATA (vuota al centro) detta anche CORDONATA. Inoltre la CROCE DOPPIA o di LORENA, la CROCE TRIPLA o PAPALE, la POMELATA, la ANCORATA, la POTENZIATA (che termina con i bracci a tau), la RAGGIATA, la RITIRATA, la SCORCIATA, la TRIFOGLIATA, la TEUTONICA (dei Cavalieri di tale Ordine), la BORDONATA (con le estremità arrotondate come il cordone dei pellegrini), la RICROCIATA (con le estremità terminanti in 4 piccole croci), la RICROCETTATA, la RITRINCIATA (con estremità finite a rombi), la VUOTA (aperta in lunghezza e larghezza in maniera da far trasparire il colore del campo , ed infine la UNCINATA (con raggi ritorti ad uncino). Varianti tutte destinate a meglio far distinguere , con le armi, il casato di appartenenza.E
concludendo: la Croce, tanto venerata in religione cristiana, quanto esalta in campo aristocratico, civile e militare rappresenta da 2000 anni un elevatissimo simbolo dal profondo significato. E per ogni buon cristiano costituisce, senza alcun dubbio, una sicura guida, quasi un faro, che ci accompagna su questa terra, nella viva speranza di ottenere perdono e celesti grazie.
Lamberto Mariotti