PENSIERI IN SAN PANCRAZIO

 

 

Intervento all'inaugurazione del nuovo ambulatorio SMOM di Genova

 

Mi è stata chiesta una riflessione sulla nostra attività ambulatoriale. E' un'attività conseguente al cavalleresco motto dell'Ordine, cavalleresco ed impegnativo, vocazione alla protezione ed all'assistenza ai "pauperes", signori malati, come sono per noi, signori e fratelli, nostro viatico e nostra via di conversione.

Penso alla Città Ideale e medito le parole dell'Apocalisse: "Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra porteranno in lei la loro gloria".

Mi indicano la via all'unione spirituale di tutta l'umanità al di sopra di ogni fede e credo. Ieri, come oggi, sola via di salvezza e di pace realizzabile in terra, intuita alla corte di Federico con la rispettosa presenza delle tre fedi monoteistiche.

La Gerusalemme Celeste, la vera Gerusalemme, che scende in noi e ci esorta al quotidiano pellegrinaggio spirituale nostro "passaggio", che va oltre e supera il pellegrinaggio materiale in quanto ci coinvolge e ci fa essere presenti sempre, "cruce segnati", nell'anima e nei comportamenti.

Concetti veri, assoluti, atti di fede, ma... come conciliare l'ospitaliero col militare, che ci indica anche in combattenti? Se è vero che l'ospitaliere darà assistenza, sarà prodigo di cure, darà protezione a tutti anche agli avversari, quand'anche nemici in Cristo come conciliare che qualcuno di questi "tutti" potrà essere nuovamente incontrato su un campo di battaglia?

Questa Gerusalemme, che, tuttavia, supplico di scendere su di noi, ci illumini, ci unisca in un solo linguaggio ed io possa essere aiutato, nella sua luce, alla tolleranza ed all'esempio.

La tolleranza

La tolleranza, non debolezza, non utopia, non sopportazione fra diversità, ma superamento di disuguaglianze, può essere realizzata col singolo comportamento dei singoli, non confronto né paragone, ma libero ognuno di esprimersi secondo le proprie radici, tradizioni, etnie.

L'esempio

L'esempio silenzioso e l'ascolto paziente e comprensivo, oltre la stessa parola, spesso superflua ed inascoltata: questo è l'attuale apostolato, che avrà seguaci.Ed ecco l'ambulatorio, non manifestazione di filantropia nè forma di "buonismo", è la testimonianza della tolleranza e dell'esempio.

Un ambulatorio

Il nostro, sorto dalle rovine di San Pancrazio, voluto dalla tenace caparbia volontà di un combattente, che ha affrontato e superato tutte le difficoltà incontrate, è presente quale avamposto d'amore fraterno. Èla realizzazione del motto: fede e fratellanza: fede unica, fratellanza con tutti.E l'ospizio, l'attuale ambulatorio, è il pulpito per la nostra professione di fede. Potrà essere il vero campo di battaglia: l'ospitaliero ed il militare sono così conciliati. Non può lasciare indifferenti, farà proseliti, lascerà traccia.

 

PS.

E notte, sono al buio. Sto riflettendo su quanto ho scritto. In questo momento nel mondo l'uomo si sta massacrando convinto delle sue buone ragioni... convinto di essere nel giusto... Cosa pensava Gesù salendo col peso del suo camefice sulle spalle? Signore perdonalo...Siamo in piena luce e brancoliamo nel buio: Signore dacci la vista, abbiamo bisogno della Tua saliva sui nostri occhi. Le angosce della notte....Fra poco sarà l'ora di apertura dell'ambulatorio: coraggio continuiamo!

Silvio Goffredo Martelli.