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INTERVENTO DEL DELEGATO
GRANPRIORALE "CAVALIERI PER GRAZIA D’IDDIO E PER UMANO ARDIMENTO’ GENOVA, COMMENDA DI S.GIOVANNI DI PRE', 1° MARZO 2000 |
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Signor Presidente della Regione Liguria,
Signore e Signori. |
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Diversi avvenimenti nel passato hanno trovato Genova e l’Ordine Giovannita accomunati: ricordo tra l’altro le molte imprese guidate da Andrea Doria con la flotta dell’Imperatore Carlo V e la flotta dei nostri Cavalieri. A questo proposito vorrei specificare che durante i 250 anni di sovranità sull’arcipelago maltese, l’Ordine prese sovente le armi per difendere le coste mediterranee dagli assalti continui dei barbareschi ed i mari stessi dalle scorribande continue dei pirati, ma non combatté mai contro i cristiani - la regola glielo impediva- e mai partecipò alle infinite guerre che insanguinarono l’Europa in quel lungo periodo praticamente senza tregua alcuna. Nell’isola di Malta anzi si costituì uno stato multinazionale europeo dove vissero pacificamente fra di loro tedeschi, francesi, inglesi, spagnoli, ed italiani, di otto lingue diverse mantenendo però la loro identità ed il loro piccolo riservato territorio con la loro Chiesa, i conventi e le loro fortificazioni.Oggi l’Ordine di Malta opera nel mondo secondo la vocazione all’assistenza spirituale e materiale ai sofferenti propria dei suoi fondatori e persegue quindi la via della pace per la quale si adopera come Ente Sovrano di diritto internazionale anche nell’ assemblea dell’ ONU a cui ha conseguito recentemente il diritto a partecipare. Non dimentica però il proprio passato di Ordine Militare e Ospedaliero e l’impegno, nel contesto storico internazionale dei secoli passati, in difesa dell’identità e dell’economia dell’occidente cristiano per gli ideali di fede che spinsero sovente i nostri confratelli a sacrificare anche la vita. In questo impegno militare e ospedaliero trovarono espressione alcune delle caratteristiche istituzionali dell’Ordine che appaiono ancora oggi attuali anche in un contesto laico. Infatti, grazie alla sovranità, elemento fondamentale di distinzione dagli Ordini dinastici cavallereschi, l’Ordine sviluppò una struttura internazionale ed una vocazione sovranazionale nelle opere caritative come nelle imprese militari.Oggi i Cavalieri di Malta vogliono essere identificati in particolar modo per le attuali opere di pace e di aiuto ai sofferenti senza alcuna differenza di razza, lingua, cultura e religione attraverso le realizzazioni sanitarie presenti oggi anche a Genova con il poliambulatorio del Centro Storico, ed essere ricordati non solo per le gloriose imprese militari del passato, delle quali naturalmente siamo fieri, ma anche per essere stati all’avanguardia in campo medico ospedaliero. Fin dal 1769 era funzionante a Malta l’allora più grande ospedale di Europa unitamente ad una famosa università medica con scuole di anatomia (allora altrove sconosciuta) chirurgia e farmacia; ivi si laureò in medicina nel 1772 per la prima volta una donna che ottenne anche la licenza di chirurgo. Su ogni nave dell' Ordine e durante i combattimenti erano sempre in funzione infermerie che per la rigida igiene applicata agli ambienti e agli strumenti chirurgici ottenevano dei risultati considerati allora ottimi. In conclusione voglio ringraziare la Regione Liguria di questo allestimento per la testimonianza della storia del nostro Ordine che ci rinnova il ricordo della Fede e dell’impegno dei nostri predecessori, proprio nell’ edificio dove operarono per sette secoli, durante un anno importante come quello del Giubileo 2000. Impegno e fede che gli attuali Cavalieri devono riproporre non nella battaglia ma nel quotidiano impegno senza più barriere né nazionalità verso chi soffre seguendo le orme positive dei nostri predecessori.Grazie. Dott. Giovanni della Croce di Dojola |
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Scheda sul ritratto emblema della mostra
a cura di Alessandra Toncini Cabella
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