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estimoniare che Dio è il Dio della Vita.Si può riassumere con queste parole la fiaccolata che si è snodata la sera di martedì 30 gennaio lungo i vialetti che dalla cappella portano ai reparti dell’ospedale pediatrico "Giannina Gaslini", in preparazione della Giornata Mondiale per la Vita del 4 febbraio.
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a veglia, presieduta da S. Em. Rev.ma il Cardinale Pio Laghi, Prefetto Emerito della Congregazione per l’Educazione Cattolica e Cardinalis Patronus del nostro Ordine, è stata momento di preghiera e meditazione offerto ai genitori dei degenti, ai dirigenti ed ai dipendenti dell’istituto e a tutti coloro i quali avevano desiderio di parteciparvi, tra i quali una folta rappresentanza di membri e sorelle della nostra Delegazione, guidati dal Delegato Conte Giovanni della Croce. Come ha rilevato il Cardinale Pio Laghi la Giornata Mondiale per la Vita costituisce occasione per manifestare e ricordare al mondo il valore immenso del dono di Dio fatto all’uomo; per annunciare, con una nota cristiana il Vangelo della Vita, la bella notizia che l’esistenza dell’uomo fin dal grembo materno appartiene a Dio che lo forma e lo plasma con le sue mani, che lo vede mentre è ancora un piccolo embrione informe e che in lui intravede l’adulto di domani i cui giorni sono contati e la cui vocazione è già scritta nel libro della Vita.S
ignificativa quindi la scelta di Padre Aldo Campone, Parroco dell’Istituto Gaslini e Cappellano Magistrale dell’Ordine, di scegliere di celebrare tale Giornata in un ospedale, tra i primi in Europa per l' assistenza e la cura dei più piccoli, deputato all’accoglienza, alla cura e alla difesa della vita. Padre Aldo Campone in un suo articolo di presentazione della giornata per la vita apparso su "Il Settimanale cattolico" afferma che la Vita rappresenta il dono sacro con cui Dio fa risplendere il suo mistero e la sua generosità (...). Lo sguardo amoroso di Dio è posato sull’uomo da sempre! La stoltezza dell’uomo ha negato che esistesse questo "Sguardo" posato su ogni uomo e ha negato che la vita umana fosse nelle mani di Dio. L’irrazionalità dell’uomo di oggi, dilagante in tutte le sue forme, ha voluto nascondersi lontano dallo sguardo del Signore, ha rifiutato la signoria di Dio e ha negato che ogni persona umana sia incondizionatamente degna di vivere. La storia odierna dà testimonianza di come la vicenda spirituale della modernità è stata tragica: iniziatasi nel segno della esaltazione dell’individuo, si è conclusa nella distruzione, forse la più grave che la storia finora abbia conosciuto, dell’individuo stesso (...). L’accoglienza, la cura, la difesa, il rispetto della Vita è un problema di grandissima e drammatica attualità (...). Perché tanta avversione alla Vita? E’ un interrogativo al quale i cristiani tutti sono chiamati a dare risposta, testimoniando più che mai che la Vita la amano, la promuovono, l’accolgono al di là di ogni influsso ideologico della cultura nella quale vivono.L
e parole del Cardinale Pio Laghi sono state altrettanto ferme e forti: esse sono state dedicate alla difesa della vita non solo al suo sorgere, il concepimento, ma in tutto il suo percorso, sino alla morte. In questo arco temporale l’uomo non può né sopprimere a suo piacimento la vita, si pensi all’aborto o all’eutanasia, né compiere modifiche o manipolazioni genetiche. Citando testualmente quanto detto dal Cardinale Pio Laghi (cliccare qui per leggere il testo integrale dell'omelia in formato PDF) egli ha affermato che noi partecipiamo - cioè portiamo in noi una parte - della sapienza, grandezza e bontà della stessa vita di Dio: il codice genetico della vita di Dio (...) è stato in qualche modo trasferito nell’uomo. (...) Essendo stato creato ad immagine di Dio", l’uomo risulta essere la riproduzione vivente di Dio" (...) . L’immagine e somiglianza con Dio è qualche cosa che è nell’uomo, per cui egli è superiore a tutte le altre creature: ha il diritto di dominarle e, diversamente da loro, ha il diritto all'inviolahilità della propria vita.P
artendo da queste premesse il prelato ha tratto alcune considerazioni. La vita umana è generata e procreata dai genitori. I genitori si associano a Dio nel dare alla luce una nuova creatura umana (...) Generare un figlio significa compiere un atto di fede e di speranza nella vita, far fronte all’ignoto, accettare di affrontare una sorpresa e tenersi pronti a tutto. (...) La dignità di ciascun uomo proviene, prima di ogni altra cosa, dal suo essere ‘ immagine di Dio' (...). Ogni persona umana è dunque un essere che ha in Dio la sua origine e trova in Lui il suo fine, e tale resta anche quando non ha più una figura veramente umana. Una simile convinzione fa subito considerare la persona disabile o l’anziano da tempo infermo o il bimbo mongoloide con criteri diversi da quelli dei tanti schemi sociali. E fa rifiutare decisamente, ad esempio, ogni pratica di procreazione clinicamente assistita che si basi sulla possibilità di gettare ai rifiuti il prodotto di un concepimento che non corr-sponde alle aspettative dei coniugi. Quanto alla cura di casi molto gravi, alle terapie contro il dolore ed ai trapianti il Cardinale ha affermato che in tale contesto di malattie è facile la tentazione di volersi "impadronire" della vita, procurandola con ogni mezzo, e perfino impadronirsi della morte, applicandosela come e quando si vuole. Ciò di fronte ad una vita irrimediabilmente inabile, potrebbe sembrare ragionevole ed umano, ma è invece un assurdo e qualche cosa di disumano: è un insulto alla stessa dignità della persona umana, ed un’aperta offesa a Dio, Signore della vita e della morte.I
l Cardinale non ha mancato di affrontare il tema delle modificazioni genetiche. Al proposito ha sostenuto che ogni pratica a scopo terapeutico che pretenda di trattarlo (il corpo umano) come una cosa, di trascurarlo o di considerarlo come secondario, lungi dal guarire la persona, si rileva ad un certo punto come portatrice di squilibrio e contraria al dinamismo della fede cristiana. Il corpo non è una cosa che si possiede, o uno strumento che si può usare a piacimento, e nemmeno un vestito che si può modificare pro fondamente senza cambiare la persona che lo riveste(.....). Quanto più l’intervtento sul corpo è invadente e perturbante, tanto più si ferisce o si sconvolge la globalità della persona umana, come ad esempio modificare il potenziale genetico, o modificare in modo consistente la temporalità del corpo di una persona (ad esempio congelare embrioni) o trattare come elemento trascurabile l’aspetto genetìco della maternità o della paternità.D
a ultimo è stato affrontato il tema della morte che, insieme a quello della vita, ruota all’interno della famiglia. In Cristo la morte finisce di essere quell’evento crudele ed insensato che segna il fallimento di ogni progetto. In Cristo la sofferenza e la morte vengono redente, diventano pedagogia d’amore, tappa obbligatoria del cammino della risurrezione. Sotto il segno e l’esempio di Cristo, la vita umana acquista preziosità anche nei momenti drammatici del dolore, anche nella situazione-limite dei "malati terminali". (...). La vita umana è un dono da accogliere con riconoscenza (‘...) ed il dono della vita è strettamente collegato con la famiglia, "santuario della vita" (...). La famiglia è scuola di umanità, luogo dove risuona per eccellenza il vangelo della vita, e dove la vita rifulge normalmente dello splendore di una dignità che ha per cornice l’amore, la dedizione, la tenerezza, a cui ognuno di noi ha diritto.L
a veglia di preghiera è stata preceduta da un rinfresco offerto dai Padri Cappuccini nel loro convento di via Montani a Quinto. Il Cardinale Patrono, dopo un saluto ed una presentazione del suo operato in terra americana quale Nunzio Apostolico si è intrattenuto con i presenti. Il Consiglio delegatizio al completo, i cappellani dell’Ordine, Padre Morawski e don De Negri, unitamente al Superiore del convento Padre Aldo Campone, il Presidente del Gruppo giovanile con i consiglieri hanno avuto modo di colloquiare con Sua Eminenza e di rappresentargli la devozione della Delegazione Genovese SMOM tutta.Alessandro Barca
(Da "La Croce Ottagona" Febbraio 2001)