OMELIA DI MONS. LUCIANO RATTI
IN OCCASIONE DELLA FESTIVITA' DI S. UGO
L a liturgia della XXIX domenica del tempo ordinario, che stiamo celebrando, ci chiama a meditare sulla preghiera. Gesù stesso, nella Parola che abbiamo ascoltato, insiste sulla necessità di "pregare sempre, senza stancarsi". Su questo tema, pertanto, dobbiamo fermare la nostra riflessione perché la preghiera, come si evince dalla Parola, occupa un posto importante nel modo di essere e di vivere dei cristiani, sia a livello dei singoli individui, sia a livello delle comunità, dei gruppi, quindi anche a livello di Delegazione del Sovrano Militare Ospedaliero Ordine di Malta.
L'odierna cerimonia della investitura dei nuovi appartenenti all'ordine, nella memoria di Sant'Ugo, già precettore dell'antica Commenda, ci suggerisce di iniziare la meditazione elevando il pensiero a Sant'Ugo e proseguirla nella riflessione sulla Parola poc'anzi ascoltata.
S.Ugo, religioso del nostro Ordine, è noto come S.Ugo da Genova perché in questa città egli ha trascorso gran parte della sua vita. E vissuto tra il XII e il XIII secolo (1168 - 1233). Le notizie che si tramandano risalgono ad una leggenda, della quale è difficile controllare i dati. Una ricerca sulla sua vita e sulle testimonianze relative ai miracoli e alle virtù, venne fatta dall'arcivescovo di Genova, Ottone Ghiglini (1239), per ordine di Papa Gregorio IX. Si dice che Ugo fosse di origine alessandrina, della nobile famiglia dei Canefrì. Piccolo di statura, magro, era noto e caro per il suo spirito di mortificazione e per la sua modestia in stridente contrasto con Io spirito di superbia del secolo, superbia che non risparmiava neppure quei cavalieri, quasi sempre di origine aristocratica, di cui egli era zelante Cappellano. Ai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni si ascrisse in giovane età e si distinse presto per il servizio della carità a favore dei bisognosi, dei ricoverati negli ospedali e dei pellegrini. Dopo aver a lungo militato in Terra Santa, principe di pace in un contesto politico belligerante, svolse il suo servizio sotto il vessillo della Carità e fu così eletto Maestro della Commenda di San Giovanni a Genova, ove esercitò con zelo i suoi uffici. A Lui si attribuiscono di-versi miracoli: aver cambiato l'acqua in vino ad un pranzo; il salvataggio di un naufrago al largo delle coste genovesi; soptattutto quello di aver fatto scaturire una sorgente d'acqua dalla rupe a monte della Commenda (ora via S.Ugo). Miracoli avvenuti in virtù della sua preghiera, si legge nella Bibliotheca Sanctorum.
Questa chiesa è quella dove S.Ugo visse come Cappellano dell'Ordine e nella quale venne sepolto dopo la sua morte avvenuta verso il 1230 (1233).
A Malta è celebrato l'8 ottobre, nel Proprium Genuense del 1645, la festa è assegnata al 19 ottobre .
S.Ugo: "uomo di preghiera". Tutti i Santi sono anime oranti; alla santità, alla comunione con il Signore si arriva con la preghiera. Molti sostengono che il tempo impiegato nella preghiera può essere più utilmente speso in opere di bene. Tale giudizio è talvolta condiviso tra i cristiani praticanti nei confronti, ad esempio, dei nostri Monasteri di vita contemplativa. (Anche Marta rimprovera la sorella Maria di restare a contemplare il Signore, mentre lei lavora). Gesù è di altro parere e ce ne dà l'esempio. La preghiera in Gesù nasceva dalla ricerca costante e fedele della volontà del Padre. Tale ricerca deve essere il nostro impegno, il nostro pro-posito. Il cristiano pregando accetta la libertà e la pazienza di Dio. Ecco perché sta scritto: "Chi prega si salva".
Resti questo il ricordo della nostra Giornata celebrativa!