NeI dicembre dell'anno 2000 iniziava, per opera del nostro Cappellano Reverendo Padre A/do Campone, il servizio di animazione Spirituale (S.A.S.) presso la Cappella dell'Istituto Giannina Gaslini. La finalità di tale servizio consiste nell'aiutare e sostenere moralmente i genitori ed i famigliari dei piccoli ricoverati spesso provenienti da altre regioni e perciò alquanto disorientati nella nostra città. Attualmente undici signore si alternano nell'offrire la propria esperienza umana, culturale e cristiana a sostegno e conforto di tante situazioni a volte dolorosissime e spesso al limite della disperazione.

Una di esse, la Dott.ssa Elisabetta Gardini di Palo, mi ha recentemente parlato della sua esperienza in termini veramente entusiasti e mi ha consegnato queste sue righe che mi sono sembrate bellissime e meritevoli di essere lette e meditate. Caterina Oliva

Salendo verso la Chiesa, vedi alberi, siepi di verde luminoso, fiori, e piccoli viali silenziosi che si perdono verso l'alto, verso i padiglioni dell'Ospedale. Il mare è alle tue spalle, eppure, non puoi fare a meno di vederlo quando, giunto all'ultimo gradino, ti volti per guardare ancora i colori che, come un tappeto, scendono fino al termine della scalinata.

Entri, ed è là, sul fondo della breve navata, il Cristo, morto fra le braccia di sua Madre. E' un Cristo bianco di purezza, fra le braccia bianche di una Madre trafitta, lacerata dal dolore.

Non guardi, e non puoi vedere altro che quella splendente immagine di amore inclinato verso la terra, amore che scivola verso la terra, amore che nemmeno le braccia più care, riescono a sollevare. Eppure è amore così alto da essere una porta verso l'Assoluto.

Nel silenzio si ascolta aprire la porta, entrano figure: uomini, donne, figli. Li vedi, ascolti i loro passi, le loro preghiere, il loro pianto e ti viene in mente di alzare gli occhi sopra il Cristo e sua Madre per leggere: "Che la vita sia cambiata Signore, non tolta". Allora anche per te, che sei lì per pregare con chi prega, per attendere con chi è in attesa, per sperare con chi chiede aiuto, si sgretola il muro che impedisce di sentire il dolore, di vivere la lacerazione dell'agonia di quella Madre che tiene sulle ginocchia il Figlio: la sua carne spezzata.

Grande è il significato, che Padre Aldo ha voluto dare all'incontro fra i volontari del Servizio Animazione Spirituale (S.A.S.) ed i parenti dei bambini ricoverati presso l'Ospedale Gaslini di Genova. E riuscito a donare il senso della misericordia non solo a chi, disperato e ferito, viene or piangere per una vita ancora in boccio e già marchiata dal dolore e dalla malattia, ma anche a chi ascolta colui che piange, colui che è ferito. . Diviene un sigillo d'amore la condivisione della sofferenza. Nasce, fra coloro che entrano nella penombra del tempio e coloro che nel tempio pregano, un colloquio profondo, spesso un silenzio, dove le lacrime di entrambi si mescolano, dove una carezza diviene amore, comprensione dono di sè.

Fra queste piccole mura semplici, ogni volta ti devi arrendere alla certezza che la vita dell'universo creato diviene sublime atto di coraggio, quando l'esistenza è ferita dalla infermità, a volte dalla morte. Ed è ai piedi di quel Cristo bianco, abbandonato dolcemente fra le braccia ardenti d'amore di sua Madre, che impariamo insieme, cappellani, volontari, parenti dei piccoli ricoverati, a deporre le nostre ansie e a chiedere aiuto

Elisabetta Gardini di Palo