LA VITA ED I MIRACOLI DI PANCRAZIO

IL SANTO GIOVINETTO

 

S.Pancrazio - marmo di Filippo Parodi (1698) , particolare -

 

Nacque da nobile famiglia romana verso la fine dell'anno 289 d.C. a Sinnada, cittadina della Frigia nella provincia consolare romana dell'Asia Minore. La madre Ciriada morì di parto e il padre Cleonia lo lasciò orfano quando Pancrazio aveva appena 8 anni. Sicché Io zio Dionisio ne curò l'educazione e l'amministrazione dei beni. Poi, entrambi rientrarono a Roma dove abitarono nella loro villa patrizia al Monte Celio. Era frattanto tragicamente iniziata, verso l'anno 300 d.C., l'atroce prosecuzione dei Cristiani, voluta dall'imperatore Diocleziano e che fu la più spietata di tutte le precedenti. Dirigeva in quel periodo la comunità cristiana Papa Marcellino, secondo la fonte dei Padri Carmelitani custodi della Basilica di Papa Cornelio o Cajo. Dunque, San Marcellino Papa, rifugiatosi sul Celio per tentar di sfuggire, nell'interesse della santa sua missione, alla cattura da parte dei carnefici di Diocleziano, incontrò Zio Dionisio ed il nipote Pancrazio (all'età di appena 14 anni). Entrambi furono ammaliati dal carisma di santità del pontefice e gli chiesero di essere iniziati alla fede cristiana. E fu così che la scoperta di Dio e di Cristo esaltò a tal punto il cuore del giovane e dello zio, da chiedere in brevissimo Iasso di tempo il Battesimo e l'Eucarestia. E fu lo stesso Pontefice ad amministrare ai due nobili i sacramenti della Fede e della Grazia!

Editto di Diocleziano contro i Cristiani

Si giunse così all'anno 303 d.C., quando il terrore della persecuzione partita dalle province dell'Impero Romano, nel vano intento di salvaguardare il paganesimo, infine giunse anche a Roma. Frattanto, Pancrazio divenne, per ispirazione dello Spirito Santo, attivo propagatore di fede cristiana. Moltissimi furono i pagani, indotti dalle ardenti perorazioni di Pancrazio, a discendere nelle Catacombe di porta Aurelia per partecipare al rito della Santa Messa. Ma l'imperatore Diocleziano, venutone a conoscenza, convocò il giovinetto a Palazzo Palatino per interrogano personalmente in quanto nobile patrizio romano e, quindi, per provvedere a giudicarlo. Pancrazio fu chiamato così a sacrificare ed esprimere la sua fedeltà all'imperatore.

Dell'interrogatorio e della condanna giunge a noi notizia da parte di quel magnifico predicatore e cultore di Storia della Chiesa che fu il Padre domenicano Jacopo da Varagine (1230-1 298), ottavo vescovo di Genova.

Egli nella "LEGENDA AUREA" così ricostruisce il dialogo - invero tragico - tra l'imperatore Diocleziano e Pancrazio: "Tu sei giovane, lascia dunque perdere e ti considererò come uno dei miei figli, dei quali sei amico!". Quindi, lo invitò per due volte a sacrificare agli dei (egli si riteneva la reincarnazione del divino Giove!). Ma per due volte, Pancrazio fermamente negò esclamando: "Benché io sia ancora un ragazzo di 14 anni, tuttavia il cuore che ho in petto è come quello di un uomo! Per noi cristiani - grazie al Nostro Signore Gesù il Cristo - la vostra prepotenza non spaventa proprio e mi stupisce che i tuoi immaginari dei vengano adorati!". L'imperatore, interdetto e moralmente battuto, ordinò, infuriato, l'immediata esecuzione per decollazione del giovane Pancrazio. Un antico manoscritto, conservato nella Basilica a lui consacrata a Porta Aurelia in Roma, ci riporta che "Diocleziano fu colpito daìl'avvenenza e dalla bellezza di Lui e si adoperò, con promesse e minacce, per fargli abbandonare la fede in Gesù Cristo".

Condotto dal Palatino a Porta Aurelia, mentre il sole era al tramonto in quella sera deI 12 maggio 304 dell'Era Cristiana, Pancrazio veniva decollato dall'esitante carnefice, con ciò restituendo la propria vita a Dio!

L'illustre matrona OTTAVILLA, che assistette all'esecuzione, fece raccogliere dai propri schiavi il capo e il corpo del povero Pancrazio. Untili di balsami ed avvolti in preziosi lini, li fece deporre in un nuovo sepolcro nelle ivi esistenti Catacombe, scavate sotto i terreni di sua proprietà. Proprio all'ingresso delle quali - fra il terzo ed il quarto pilastro - si legge: "HIC DECOLLATUS FUIT SANCTU PANCRATIUS". Basilica dove in argentea preziosa teca se ne conserva il capo, mentre il resto del corpo giace nell'urna di porfido sotto l'Altar Maggiore. Fu nel 1966 che S.S. Paolo VI dispose la niconsegna delle reliquie dal Laterano alla Basilica di Porta Aurelia.

Il culto del Santo

Tale fu l'impressione che suscitò il martirio di Pancrazio, sia nei cristiani che negli stessi pagani, che non fu certo questo un tragico evento dimenticato! La devozione al Santo così crebbe tanto da superare quelle di altri martiri ivi sacrificati, come San Felice Papa, San Calepodio, Santa Sofia, ecc.! Sicché, già dal VI secolo - Era Cristiana - luoghi del martirio a Lui furono intitolati, come le Catacombe, la Basilica, il Convento e la Porta Aurelia, che divenne invece Porta S. Pancrazio. I neofiti accorrevano alla tomba del Santo per giurare fedeltà a Cristo ed alla Chiesa. Egli divenne così il Patrono delle promesse e del giuramento "VALDE IN PERJURIS ULTOR!". Questo, fu il suo motto di vindice degli spergiuri! Divenne nel Medioevo uno dei Patroni di Roma, protettore degli innocenti e dei neofiti che, nella Domenica in Albis, si recavano nella Basilica di Porta San Pancrazio per rinnovare processionalmente i voti battesimali! Ancor oggi si celebra la Stazione quaresimale, con grande afflusso di fedeli.

In tutto il mondo, esistono molte Chiese dedicate a Pancrazio. Da Tonno (Santuario di Pianella), a Leida, a Dusseldorf, da Treviri a Bergen, da Gand a Nizza, da Londra al Santuario di Albano nel Lazio, Campoli nell'Appennino, Verona (quartiere S.P.), a San Pancrazio Salentino, e persino in Ecuador il Santo è venerato!

Si presentò alla Chiesa di S. Pancrazio in Genova una fedele ecuadoriana e consegnò un santino con la seguente preghiera:

ORACION

A SAN PANCRAZIO

 

Celestial protector y abogado mio glorioso martir San Pancrazio confiando en vuestra

Eficaz interàsiòn vos acudo para que os dienèis presentar al todopodereso mis suplicas.

Mi aima afligida solicita vuestro patrocinio, porque sabe que Dio se compiace en atender

Solìcito ias peticiones de vuestros devotos si han de provechosas para nuestra aimas.

Socorredme con vuestra excelsa caridad y haced que con la pratica de buenas obras y la

lmitacion de vuestro heroicas virtudes alcance de Senor la gracia especial que en està no-

Vena os pido y sobre todo la perseverancia eri el bielm y la vida asi sea.

 

Con licenzia eclesiàstica

 

I MIRACOLI

 

Sono innumerevoli gli interventi prodigiosi attribuiti al Santo.

Ne vanno ricordato alcuni.

I) Nel 1300, sotto il Pontificato di Clemente V, scoppiò un incendio nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Il capo di San Pancrazio, che ivi era conservato, rimase intatto. Non solo, ma per tre giorni e tre notti trasudò sangue e pianse lacrime (come risulta da un manoscritto parrocchiale d'epoca).

II) Un altro singolare miracolo è legato al Santuario di Pianezza a Torino. Ed ecco l'episodio: il 12 maggio 1450 il contadino Antonio Casella, mentre falciava il fieno, inavvertitamente tagliò la gamba alla moglie che gli portava il desinare, in quell'istante apparve loro San Pancrazio che "consolando i poveri afflitti, promise di risanare la gamba se gli promettessero di ivi, "ad onor suo", fabbricare un Pilone".

III) Narra San Gregorio di Tours che "una grande contesa era nata tra due uomini". Egli propose loro un giuramento sul sepolcro di San Pancrazio. lvi, il reo - avendo giurato il falso - ebbe inaridita la temeraria mano protesa sul sepolcro, quindi spirò (fonte: P. Andrea del Santuario di Pianezza. Altra fonte: Rev.do P. Carmelitano Edmondo Fusciardi, creatore anche di un piccolo Museo prima della Sacrestia nella Basilica romana).

Concludendo, molti fedeli, ma anche turisti nazionali e stranieri, vengono in visita anche in occasione della S. Messa prefestiva in San Pancrazio, Parrocchia gentilizia, affidata dalla Diocesi al Sovrano Militare Ordine di Malta per ammirare lo splendido Trittico dipinto da ADRIAEN YSENBRANT che narra - visivamente - molti degli episodi qui ricordati, a perpetuare come da secoli, così per l'avvenire, il culto di questo giovane santo, sublime nell'affermare il suo e nostro CREDO!

Ed infine, si richiama alla memoria che Pancrazio è il Santo patrono d'Irlanda, che lo ricorda nella Festa nazionale quando tutti gli Irlandesi per l'occasione vestiti di verde (loro colore nazionale) lo onorano e lo pregano.

 

LAMBERTO MARIOTTI