VANJA E GLI ANGELI

 

 

 

Pubblichiamo la recensione del libro di Maria Pia Vincenzi Guzzi che il Confratello Ferretti di Castelferretto ha gentilmente donato alla nostra Commissione Culturale .




Pregare liberamente in Chiesa, professare la propria fede, potersi accostare ai Sacramenti e partecipare alla Santa Messa o sedere tranquillamente in adorazione dinanzi al Santissimo esposto, appaiono per noi situazioni del tutto ovvie e scontate.

Leggendo tuttavia il volume dal titolo "Vaìnja e gli Angeli" ci si accorge che non esiste nulla di così banalmente ovvio e scontato.

L'autrice del libro, Maria Pia Vincenzi Guzzi, appena adolescente, apprende la tragica storia del del soldato evangelico-battista, di nazionalità moldava. Ivan (Vanja) Vasil'evic Moiseev, torturato e ucciso nel 1972 a soli 20 anni, per le sue convinzioni religiose.

L'assassinio del giovane fu consumato quasi termine del servizio di leva, dopo che per lungo tempo il militare aveva subito violenze e soprusi orrendi allo scopo di fargli abiurare il proprio credo.

Le autorità militari tentarono di coprire questo orrendo assassinio, facendolo passare per un incidente, ma la famiglia di Vanja denunciò coraggiosamente la sua morte, in una lettera aperta ai vertici del URSS al Comitato Internazionale per la Difesa dei Diritti dell'Uomo presso l'ONU.

L'incontro con quella testimonianza così ardita e pura fece scaturire nell'autrice il vivo desiderio di rintracciare la famiglia del giovane martire ed esprimere loro tutta la propria solidarietà ed affetto.

Parecchi anni più tardi Maria Pia Vince Guzzi ebbe occasione di conoscere i parenti di Vanja e nacque con loro l'idea di raccogliere tutto il possibile materiale documentario relativo a questa vicenda e fissarlo in un libro. Ecco quindi nascere nel 1994 "Vanja e Angeli", libro documento che ripercorre la storia umana e spirituale del giovane soldato, grazie ad un'ampia raccolta di documenti personali e ufficiali, sfuggiti ai tempi alla distruzione del KGB

Il libro è stato concepito nel segno dell'ecumenismo, per ritrovare l'unità in Gesù, e nel segno della solidarietà perché - come sostiene l'autrice - l'esempio dei martiri è un dono grande per la Chiesa universale e un forte stimolo per i credenti cristiani di qualunque confessione.

L'autrice inoltre scrive perché, in questo occidente frettoloso e superficiale, facile a commuoversi e a dimenticare, il sacrificio del giovane martire venga conosciuto, pensato e crei una coscienza.

Infine, ultimo intento - non certo per importanza - è quello di glorificare Dio attraverso questo libro e, come già avvenne dopo la morte di Ivan, molti cuori si aprano alla luce della fede, senza rimanere tiepidi o tristemente indifferenti.

A.G.C.