Presentazione del libro

"CHIESE E PARROCCHIE GENTILIZIE A GENOVA.

ARISTOCRAZIA, ARTE e DEVOZIONE "

di Alessandra Toncini Cabella

 

 

Martedì 5 giugno 2001 a Palazzo Spinola (Banco di Chiavari e della Riviera Ligure, Genova, via Garibaldi 2), è stato presentato il libro "Chiese e Parrocchie gentilizie a Genova. Aristocrazia, arte e devozione" di Alessandra Toncini Cabella, storico dell'arte, membro della Commissione Culturale della Delegazione di Genova del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Il volume si inserisce nella collana "Le Guide di Italia Nostra" (De Ferrari editore) ed è stato presentato dal Prof. Ennio Poleggi, già docente di Storia della città e del territorio presso la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Genova, dall'Arch. Giorgio Rossini, vice Soprintendente ai Beni Ambientali e Architettonici della Liguria e dal Prof. Giovanni Battista Varnier, docente di Storia delle relazioni fra Stato e Chiesa presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Genova. E' intervenuta la Prof. Franca Guelfi, direttrice della collana.

Frutto di alcuni anni di lavoro, il testo rappresenta il primo censimento di un patrimonio architettonico e artistico fortemente legato alla presenza delle grandi famiglie aristocratiche a Genova: un'ottica nuova di leggere la città attraverso una particolare ricchezza edilizia che non era stata finora oggetto di un'analisi globale.

Il libro costituisce uno strumento utile sia per il visitatore che vuole avere una guida compiuta ed equilibrata davanti ai monumenti e alle opere d'arte e può quindi avvalersi di 19 schede (una per ogni chiesa esistente o perduta) e di un glossario, sia per lo studioso e l'appassionato che, tramite l'introduzione, le note (quasi 250), l'indice degli artisti e la bibliografia (suddivisa in specifica e generale) possono approfondire la ricerca con ulteriori indicazioni.

Il fenomeno della parrocchialità gentilizia (da gens, famiglia: trova un preciso riferimento nella sistematica canonistica, costituisce peculiarità della nostra città: la differenza, infatti, tra "chiesa" e "Parrocchia" gentilizia insiste nel legame che l'edificio ha coi patroni. La chiesa gentilizia è un edificio costruito a spese di una famiglia (non necessariamente aristocratica) su un terreno di proprietà: con una licenza si possono far celebrare il culto divino, ma sono comunque soggetti alla propria parrocchia territoriale.

La parrocchialità gentilizia o personale consiste invece in un privilegio concesso a una famiglia, o meglio ad un "Albergo" con una chiesa a disposizione e il diritto (non il dovere) di celebrare tutte le funzioni relative a battesimi, matrimoni, esequie di tutti i membri della famiglia nella parrocchia personale indipendentemente dall'effettiva residenza dei singoli interessati e, dunque, dalla giurisdizione naturale.

Le parrocchie gentilizie genovesi possono essere considerate gruppi distinti. Le più antiche (istituite fra il XIII e il XVI secolo sono: San Paolo il Vecchio in Campetto (non più esistente), San Torpete, San Matteo, San Luca, San Pancrazio che costituiscono l'elemento indicativo di una precisa suddivisione territoriale della città murata; altre due ( Nostra Signora Assunta e Santi Fabiano e Sebastiano a Carignano e la Santissima Annunziata del Vastato) sono erette come tali nel XVIII, dopo cioè un intervallo di centocinquant'anni: ricalcano formalmente le medesime strutture, ma sono avulse dall'originario contesto storico-urbanistico-sociale.

Nel suo tessuto urbano Genova cresce per contrade nobiliari private, gli 'Alberghi', esclusive consorterie familiari: questa particolare struttura sociale e topografica, perdurante per secoli, trova nella chiesa gentilizia, soprattutto se parrocchia, il suo spazio massimo di celebrazione (e autocelebrazione) della parentela, non solo della presente, ma anche idealmente di quella ascendente e discendente. Queste chiese sono il cuore pulsante nel tessuto urbano, scandito dall'alterna presenza delle famiglie aristocratiche.

Una delle principali caratteristiche che accomuna le parrocchie più antiche è l'origine storica, che per il clima turbolento della scena cittadina porta alla costituzione di "fondaci" nobiliari o "domoculte" (che hanno lasciato traccia nella toponomastica) in cui si chiudono i membri delle famiglie e i loro seguaci in caso di emergenza; i fondaci, dovendo essere. in grado di resistere agli assedi, sono autosufficienti con magazzini per le provviste, forni e, naturalmente, le chiese, per poter garantire l'assistenza spirituale ai componenti dell'Albergo".

L'edificio religioso, quindi, oltre a rivestire un'importanza devozionale e di orgoglio familiare, costituisce anche la predisposizione per un servizio (a carattere spirituale) in caso di assedio prolungato.

La religiosità rientra nella struttura di potere nella realtà genovese: non sono sempre puri motivi di fede che stanno alla base di determinate scelte devozionali (ad esempio la titolazione di un edificio a un determinato santo, o l'adoperarsi di una data famiglia per l'avvento a Genova di un particolare ordine religioso piuttosto che un altro).

Le chiese sono sempre oggetto di attenta cura da parte delle famiglie che ad esse dedicano accorti interventi manutentivi e abbellimenti chiamando i maggiori artisti, con l'orgogliosa consapevolezza (che traspare dalle testimonianze documentarie) del prestigio familiare identificato nell'edificio e l'attenzione nello stesso tempo alla conservazione di una reliquia evocatrice di glorie eatavico potere.

Anche San Pancrazio, oggi sede del nostro Ordine, rientra nel patrimonio edilizio considerato nel libro: la parrocchialità gentilizia alle famiglie Calvi, Pallavicino, Ricci, Falamonica è ottenuta con una bolla di papa Clemente VIII nel 1593; la parrocchialità personale è oggi spiritualmente avvertita da tutti i membri dell'Ordine di Malta, che celebrano settimanalmente la Messa prefestiva.