COMMEMORAZIONE DEL CONFRATELLO
MARCHESE TOMMASO RAGGI DE MARINI
In occasione della prima delle Sante Messe celebrate in suffragio del Confratello Marchese Tommaso Raggi De Marini (10 nov. - 24 nov. - 1 dic.), il Delegato Giovanni Della Croce di Dojola ne ha voluto tracciare un profilo signjficativo, che qui di seguito pubblichiamo.
Traccio un breve profilo del nostro compianto confratello. Egli entrņ nell'Ordine come Cavaliere d'Onore e Devozione nel 1976, fece la promessa d'Obbedienza nel 1983 e fu insignito della Gran Croce d' Obbedienza nell'anno seguente.
Dal 1976 collaborò attivamente con il Conte Cesare Cattaneo Mallone per la rifondazione della Delegazione di Genova su principi di operosità caritatevole fino al 1981 quando venne nominato Ambasciatore dell'Ordine in Africa nel Benin e Togo.
Durante il periodo di Ambasciatore, cioè fino al 1997, si adoperò, unitamente all'amatissima Fanny, per adempiere a questo importante incarico nel migliore dei modi, superando ostacoli e difficoltà del posto riferiti soprattutto a disagi per recarsi a visitare le strutture sanitarie dell'Ordine e per intratte
nere i dovuti rapporti con le Autorità Governative locali, data la carenza di strade ed essendo molte di esse solo delle piste.Al termine del suo mandato il Principe e Gran Maestro Fra' Andrew Bertie nel suo ringraziamento per l'opera prestata gli attestò, tra l'altro, che "i suoi meriti vanno oltre i doveri delle iniziative diplomatiche. La presenza e prestigio del nostro Ordine in quei paesi si sono arricchiti grazie non solo alla sua operosa dedizione, ma anche alle felici iniziative e gravose contribuzioni fornite soprattutto nel campo della formazione del personale medico indigeno e all'impegno per portare a buon fine la conclusione di accordi postali con paesi africani". Infatti alla fine degli anni '90 concluse un accordo postale anche con lo stato dell'Alto Volta.
In tutti questi anni dedicati all'Ordine di Malta Tommy Raggi De Marini fece apprezzare da tutti noi le sue grandi doti di generosità, di intraprendenza, di laboriosità, di tenacia e di carità cristiana secondo l'interpretazione melitense.
L'Ordine di Malta e la nostra Delegazione devono molto a questo nostro confratello perché molto ha fatto per l'Ordine e la Delegazione sopportando sacrifici notevoli. Infine non dobbiamo dimenticare quanto si è prodigato per fare venire in Italia e precisamente a Genova delle Suore africane perché seguissero i corsi di infermiera presso l'ospedale conseguendone con profitto il relativo diploma, ed ugualmente per alcuni medici, perché si specializzassero in ortopedia e pediatria presso l'Ospedale Galliera e l'Istituto Gaslini.
All'amatissima Fanny e ai figli e nipoti porgo da parte dei componenti la Delegazione e da parte mia i più affettuosi sentimenti.
Giovanni della Croce di Dojola