I CASTELLI DEGLI OSPITALIERI GEROSOLIMITANI

I castelli dell’Ordine degli Ospitaleri dislocati nelle varie regioni dove essi erano, si identiftcavano in base alle strutture murarie e alle tecniche di costruzione, nettamente distinte da quelle delle zone vicine all’Armenia che appartenevano ai Templari.

Un castello dell’Ordine era situato dove ora sorge la moderna Calan, in posizione dominante a 1200 metri sopra il livello del mare. Il nucleo era costituito da un ampio maschio di circa 35 metri quadrati, che con gli edifici attigui, incluse due torri laterali, occupava un sito prospiciente la pianura per una lunohezza di 54 metri. Un portale posteriore consentiva il rifornimento degli eserciti e delle carovane senza che si aprisse il portale principale. Il maschio era collocato in un ampio avvallamento e separato da una fossa dalle due cerchie di mura complementari che comprendevano undici torri; queste ultime erano disposte lungo il percorso e sembravano delle pietre incastonate in una corona. L’importanza di questi siti era fondamentale per l’afflusso dei pellegrrini che si recavano in Terra Santa..

Un altro castello era situato presso i Monti Nusairi nella Contea di Tripoli. Da un’altezza di circa 380 metri si eresse un maschio sopra un elevato terrapieno, proteggendolo con un rriuro perimetrale ovale di 165 x 100 metri alle sue estremità. Il maschio venne ricostruito per almeno due volte dagli Ospitalieri dopo i terremoti del 1170 e del 1202. Le sue vestigia rivelano una formidabile struttura su due piani, con le dimensioni della base di 31 x 18 metri . I difensori posti in cima potevano vedere nelle varie direzioni e potevano così facilmente dare l’allarme.

Un altro castello importante era vicino ad Al Arimah, tra Chastel Blanc dei Templari e la costa. Il castello era disposto lungo una dorsale rocciosa relativamente stretta, 300 x 80 metri, a circa 171 metri sopra il livello del mare. La fortezza si inerpicava sulla cresta con una serie di tre terrazzamenti, a partire dall’estremo occidentale ove il pendio era meno scosceso. Al terzo stadio si ergeva una cmta rettangolare con torri di rinforzo a ciascun angolo.

 

Il Krak

Molto più centrale era la posizione del castello vicino ad Al Fula, probabilmente eretto per adempiere, tra le altre funzioni, a quella di deposito di viveri. Il luogo era vicino alle strade che collegavano Tiberiade a Gerusalemme e da nord-ovest a sud-est Acri a Baisar; si prestava ad essere fortificato e possedeva altri palesi vantaggi logistici. Fin dall’età del bronzo vi campeggiava un terrapieno artificiale, inoltre pur trovandosi nella regione della valle di Jezreel, generalmente arida, si poteva ricavare dell’acqua da una pozza, che distava 150 metri a nord-ovest dal terrapieno, che in certi periodi dell’anno si riempiva fino a diventare un piccolo lago. L’area cintata era di circa 120 x 90 metri ed era protetta da un fossato di quasi 34 metri di ampiezza.

Il Krak dei Cavalieri, il più famoso di tutti, sorgeva vicino ad Emesa e sorvegliava l’accesso della gola che portava a questa città. L’Ordine degli Ospitalieri vi si installò nel 1142 e vi resistette agli assalti dei musulmani fino al 1271, anno nel quale il Krak fu preso dal Sultano dei Mamelucchi, Bayhars I. La -tezza si compone di due cinte di mura (la maggiore lunga 220 metri): esse racchiudono edifici di abitazione, una cappella romanica, una grande sala ed una galleria gotica del XIII secolo. La guarnigione poteva raggiungere i 2000 uomini, fruiva di un’ampia autonomia giacchè era in grado di avere rifornimenti per cinque anni. E’ ancora possibile osservare l’immenso forno, il sito dei mulini, i canali per l’acqua, i magazzini del grano e dell’olio. La parola deriva dall’arabo Karak fortezza, cittadella anche crac o Karak.

Francesco Rappini

 (Da "La Croce Ottagona" Luglio 2000)