SOVRANO MILITARE OSPEDALIERO ORDINE DI MALTA
DELEGAZIONE DI GENOVA E LIGURIA
E' stato pubblicato il primo numero, datato 'Ottobre 1999', del nuovo periodico della
Delegazione che sostituisce il foglio interno di informazione.
Riportiamo gli articoli di prima pagina.

I
n occasione del Giubileo abbiamo "giubilato" il notiziario. Perdonatemi la battuta scherzosa, ma è la verità. Il notiziario così come era realizzato non raggiungeva più gli scopi per i quali era stato istituito: tempestività e completezza di informazione sui fatti della Delegazione.Per ogni informazione urgente ci serviremo, come per il passato, di lettere circolari mentre "La Croce Ottagona" avrà lo scopo di approfondire le notizie riguardanti la nostra attività, illustrandone gli avvenimenti e le manifestazioni più importanti e dando a tutti i nostri confratelli e consorelle la possibilità di far sentire la propria voce, specialmente a coloro che partecipano attivamente alla vita della Delegazione nei gruppi tra i quali sono suddivisi tutti i nostri compiti: A.M.A. (di Genova e di La Spezia), Ambulatorio, Associazione Volontari Amici dell'Ordine di Malta, C.I.S.O.M., Comitato Pellegrinaggi e Gruppo giovanile, Commissione Culturale. La possibilità di far sentire la propria voce sarà naturalmente riservata anche, e prima di tutti, ai componenti il Consiglio Delegatizio.
E' nostra intenzione, essendo il nostro un Ordine religioso seppure laicale, dare sempre ampio spazio agli argomenti di carattere religioso, tenendo sempre presente che ogni nostra attività deve essere svolta con spirito melitense e quindi cristiano.
Per questa ragione e per deferenza nei riguardi del nostro la lettera inviataci da Sua Altezza Eminentissima in occasione del nono centenario del nostro Ordine e della festa di S. Giovanni Battista.
Auguro a tutti i collaboratori un buon lavoro!
M
essaggio di S.A. Em.ma il Principe e Gran Maestronell'occasione della ricorrenza
della Festa del Santo Patrono, San Giovanni Battista,
il 24 Giugno 1999
L
a festa di San Giovanni Battista nostro Santo Patrono,nell'anno in cui celebriamo i nove secoli di vita dell'Ordine è l'occasione più propizia, non solo per ricordare il lungo cammino che abbiamo percorso, ma per tracciare le linee degli impegni che sentiamo di imporci in vista del Terzo Millennio.Nei secoli passati abbiamo difeso la Fede e soccorso tutti coloro che avevano bisogno di noi, i malati, i poveri, gli oppressi, senza mai distinzione né di nazionalit&ama sempre, con l'aiuto della Provvidenza, capaci di risorgere per riconfermare attorno a noi quegli ideali che, di volta in volta, ci hanno visto religiosi, militari, ospedalieri, con un'unica vocazione che ci ha tenuti sempre strettamente uniti alla Chiesa di Roma.
Oggi gli impegni sono identici ma, ogni giorno che passa, nello svolgersi della Storia, la loro attuazione è condizionata dalle mutate e mutanti condizioni della società che ci circonda, ovunque nel mondo, e che in molte circostanze determina la nostra azione che dovrà essere ardita se necessario, nella capacità di opporsi a ciò che offende la fede cattolica.
Come nel caso della difesa della vita umana. Costruiamo ospedali, curiamo malati e là dove esplodono conflitti armati, non esitiamo ad esporci in prima linea, senza schierarci mai. Pronti, con interventi concreti, a far fronte alle necessità dei feriti, dei profughi, dei senza casa, mobilitando tutte le nostre forze nel mondo, proprio come è avvenuto e sta ancora avvenendo in questi giorni nei Balcani, nelle tante situazioni in cui bisogna alleviare le sofferenze e i disagi dei tanti rifugiati, ancora sottoposti a vicissitudini dolorose.
Però è anche nostro dovere, oltre a gridare "guerra alla guerra" gridare, con fermezza e senza timori, guerra alla morte". Non c'è per noi nessuna differenza fra le stragi Compiute in combattimento in nome di odi razziali, e le tante morti che, con la pena capitale non ancora abolita, avvengono, nel rispetto delle leggi nazionali, anche in paesi civilissimi. Così come, nell'osservanza delle stesse leggi, si continua a perpetrare l'orrore dell'aborto; l'Ordine di Malta, avviandosi al suo decimo secolo di vita, ha il dovere di contrastare queste inciviltà, perché non è sufficiente per noi curare i feriti di guerra, i malati negli ospedali ed i profughi nei campi, la vita va difesa sempre ed ovunque. Guerra alla morte, ma anche guerra a coloro che vorrebbero veder morta la Fede.
La difesa della Fede, la "tuitio fidei" - con il soccorso ai bisognosi - 1' "obsequium pauperum", è uno dei cardini della nostra azione plurisecolare. Oggi l'Ordine aderisce, convinto, all'ecumenismo che affratella, non solo tutti i cristiani, ma tutti gli spiriti religiosi nel mondo. Proprio per questo, però, siamo decisi a osteggiare quanti, ai margini delle religioni, hanno dato vita, ed il più delle volte solo per scopi di lucro, a movimenti e a vere e proprie sette che distorcono la verità di Cristo, nuocciono gravemente ai propri adepti, violando in molte occasioni le leggi e la morale. Contro costoro i Cavalieri di Malta debbono essere pronti a riprendere idealmente le armi perché la Fede viva, soprattutto adesso, in questa epoca di falsi profeti e di troppi "angeli delle tenebre" che si propongono sotto le spoglie mentite di "angeli di luce". Dopo nove secoli, perciò, eccoci di fronte agli stessi impegni che ci hanno guidati da sempre. A noi di attuarli, con coraggio e con forza, in quel Terzo Millennio che ci attende con "doveri ignoti ad altre età" come già annunciava Pio XII.
Direttore Responsabile: Giovanni della Croce di Dojola
Capo Redattore: Antonella Gramatica di Bellagio Cataldi
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